Proiettile al dirigente settore rifiuti, Caramanico: «sdegno»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Un proiettile recapitato nella cassetta postale dell'abitazione dell'ex sindaco e ex parlamentare giuliese Franco Gerardini, oggi dirigente del settore rifiuti dell’assessorato regionale. Sono in corso le indagini per risalire agli ideatori del gesto e si pensa che l’atto intimidatorio sia stato fatto per condizionare le decisioni in merito alla dislocazione dei siti destinati allo smaltimento dei rifiuti in discarica.
L'assessore regionale all'Ambiente Franco Caramanico ha espresso la sua totale solidarietà: «Non posso che esprimere il mio sdegno di fronte al grave atto di intimidazione di cui è stato vittima il dirigente del settore rifiuti e ribadisco la stima e la totale e incondizionata fiducia nel suo operato». Caramanico ha anche sottolineato che «è doveroso precisare che l'apertura della discarica in contrada Irgine a Notaresco è oggetto di un iter che va avanti ormai dal '99; iter che ha visto un susseguirsi di incontri e riunioni alle quali hanno partecipato le amministrazioni interessate e i dirigenti dei vari settori competenti come l'Arta, il Corpo forestale, il nucleo di Valutazione di impatto ambientale, i Beni Ambientali, il settore Difesa del suolo».
Secondo Caramanico «spetta alle conferenze di servizio, alle quali partecipano tutti i soggetti interessati, valutare la legittimità di un procedimento amministrativo». Al dirigente del settore rifiuti, ha sottolineato l'assessore, compete l'onere e l'obbligo di coordinare questo percorso e di convalidarlo con relativa autorizzazione, senza alcuna discrezionalità. «Qualsiasi personalizzazione dunque è fuori luogo». Caramanico aggiunge infine che «in materia di rifiuti, come del resto per tutti gli altri importanti programmi dell'assessorato, si è sempre scelta la linea della concertazione, che è uno dei punti fondanti del nostro metodo di lavoro. La consegna del proiettile apre il varco a considerazioni amare che vorremmo respingere augurandoci che l'Abruzzo sia sempre quella terra che antepone il dialogo e i metodi democratici alla logica della violenza e della criminalità».
Anche l'Arco, l'associazione dei consumatori ha espresso la sua solidarietà a Gerardini e ribadisce «che, per quanto comprensibili possano essere le resistenze dei cittadini direttamente coinvolti, la questione della scelta dei siti deve essere dettata prioritariamente da valutazioni tecnico ambientali scevra da influenze particolaristiche o clientelari».

17/09/2007 12.26