Lavoro: Pescara ultima in Abruzzo per numero occupati

Alessandro Biancardi

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PESCARA. La provincia di Pescara è diventata l'ultima in Abruzzo per numero di occupati. E', poi, l'unica provincia che perde costantemente occupazione in tutti i settori e, in particolare, perde occupazione femminile (con 5.000 posti in meno nel 2006 rispetto al 2005).  

PESCARA. La provincia di Pescara è diventata l'ultima in Abruzzo per numero di occupati. E', poi, l'unica provincia che perde costantemente occupazione in tutti i settori e, in particolare, perde occupazione femminile (con 5.000 posti in meno nel 2006 rispetto al 2005).
 



In agricoltura, poi, è l'unica provincia che perde il 50 per cento dell'occupazione e registra una riduzione di 4.000 posti nell'industria tra il 2005 e il 2006 (cioè meno 12,9 per cento).
Per quanto riguarda i servizi e il terziario, che dovrebbero essere trainanti per l'economia della provincia, nel 2006 quella Pescarese è diventata la penultima provincia in Abruzzo, mentre nel 2004 era la prima per numero di occupati.
E' questo, in sintesi, il quadro occupazionale della provincia di Pescara tracciato dai rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil i quali hanno lanciato un allarme sull'economia, e non solo sul lavoro, facendo riferimento ai dati del Cresa relativi agli anni 2004, 2005 e 2006.

Già lo scorso anno Cgil, Cisl e Uil avevano messo in evidenza un trend negativo in campo occupazionale e si teme i dati che «non saranno migliori l'anno prossimo»

Nel dettaglio, gli occupati sono passati, in provincia di Pescara, dal
2004 al 2006, da 119mila a 112mila, mentre a L'Aquila si è passati da 105mila a 116mila, a Teramo da 112mila a 118 e a Chieti da 143mila a 152mila.
Complessivamente l'Abruzzo ha fatto segnare un aumento, in due anni, da 479mila occupati a 497mila. Uno dei dati più significativi, per i sindacalisti, è quello relativo all'occupazione femminile: nel 2005 le donne occupate erano 46mila, nel 2006 erano 41mila.
Diverso il trend a L'Aquila, dove le donne occupate erano 45mila nel
2005 e 48mila nel 2006,
mentre a Teramo il dato è rimasto uguale (45mila occupate) e a Chieti si è avuto un aumento da 55mila a 57mila occupate. Pescara, poi, dicono i dati del Cresa, è l'unica provincia dove si registra il segno meno nell'industria: in questa provincia, dal 2004 al 2006, gli occupati sono scesi da 31mila unità a 28mila (passando per i 32mila del 2005, con un meno 12,9 per cento), a L'Aquila da 26mila a 27mila, a Teramo da 42mila a 44mila e a Chieti da 49mila a 50mila.

Nell'agricoltura il taglio occupazionale è stato drastico, nel Pescarese, tra il 2005 e il 2006, visto che gli occupati sono passati da quattromila a duemila (nel 2004 erano 5.000). A L'Aquila il numero degli occupati e' rimasto uguale, tra il 2004 e il 2006, pari a duemila unita', e lo stesso si dica per il Teramano, con 4.000 lavoratori stabili.
In calo l'occupazione anche nell'area di Chieti dove dai 12mila addetti del 2004 si e' passati a 11mila nel 2005 e 10mila nel 2006 (meno 11,3 per cento). Infine il settore terziario e dei servizi. Gli occupati, nel Pescarese, erano 83mila nel 2004, 81mila nel 2005 e 83mila nel 2006. A L'Aquila la crescita e' stata costante, in questo
settore: 77mila unita' nel 2004, 85mila nel 2005 e 86mila nel 2006.
Segno piu' anche a Teramo: da 67mila addetti sia nel 2004 che nel 2005 si e' passati a 71mila nel 2006. Positivo l'andamento a Chieti: negli ultimi tre anni gli addetti sono stati 81mila, poi 87mila e infine 92mila, nel 2006. Il tasso di attivita' (dato dal rapporto tra le persone appartenenti alle forze di lavoro tra i 15 ed i 64 anni e la corrispondente popolazione di riferimento) e' sceso, a Pescara, dal 64 per cento al 59,3 mentre e' aumentato.
Il tasso di occupazione (dato dal rapporto tra gli occupati tra i 15 ed i 64 anni e la popolazione di riferimento) e' passato dal 58,5 al 54,4, mentre nelle altre province e' cresciuto.

15/09/2007 10.34