Cram. Regione taglia 250,000 euro.Gli emigranti comprendono, Di Matteo s'infuria

Alessandro Biancardi

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Cram. Regione taglia 250,000 euro.Gli emigranti comprendono, Di Matteo s'infuria
ABRUZZO. Note dolenti in casa Cram, il Consiglio regionale degli abruzzesi nel Mondo. La Giunta regionale, «senza preavviso», ha tagliato di 250mila euro il milione e mezzo di fondi stanziati al settore Emigrazione della Regione che aveva nel proprio bilancio 2007. Il presidente Donato Di Matteo si è infuriato: «che non succeda mai più».    
Il presidente della Camera di Commercio Abruzzese Italo Argentina, però, difende la scelta dei tagli: «non la viviamo come un dispetto. Sappiamo che l'Abruzzo vive un momento difficile. E con i soldi per un congresso Cram si potrebbero pagare 200 visite sanitarie».
C'è chi pensa anche di eliminare il Cram, per togliere quella fetta di enti inutili e costosi. Di soldi l'organismo di sicuro ne assorbe, è nel suo istituto: stare vicino agli abruzzesi nel mondo. C'è chi lo vede come un utile servizio a chi è lontano, chi invece una spesa inutile per mandare a spasso delegazioni sempre più numerose.
Ma Di Matteo ha assicurato: «non si può fare, perché il Cram non è un ente, il Cram esiste per legge e, quindi, qualsiasi variazione dovrà passare per il Consiglio regionale» e soprattutto «sopra di lui», uomo "di peso" in tutti i sensi.
«Le nostre disponibilità sono già poche rispetto ad altre regioni come la Toscana e il Veneto che ogni anno destinano 10 milioni di euro all'Emigrazione», ha detto Di Matteo all'assemblea a cui ha spiegato anche che il taglio «è stato un vero e proprio blitz di mezza estate» che ha portato il Settore da lui guidato «a rimanere oggi quasi senza soldi in cassa con diversi progetti deliberati da finanziare per l'anno in corso e altri rinviati per forza all'anno prossimo».
«Gli abruzzesi nel mondo», ha continuato Di Matteo, «chiedono formalmente alla Giunta che i bilanci futuri, non solo non dovranno essere piu' tagliati, ma, anzi, che i fondi debbano aumentare, visto che, praticamente oggi ogni abruzzese che vive in regione invia un euro a testa a ogni corregionale che vive all'estero (sono 1,2 milioni circa anche quelli che sono emigrati e famiglie)».
«Una miseria», ha tuonato Di Matteo, «rispetto alle rimesse e soprattutto alle pensioni che gli emigrati rientrati spendono in Italia».
«Ben 3,5 miliardi di euro sono le pensioni estere accreditate in Italia ai nostri emigrati rientrati - ha ricordato l'onorevole Antonio Razzi, deputato eletto all'estero e componente Cram - di cui circa 1,3 dalla sola Svizzera», dove il deputato dipietrista vive.
«La preoccupazione degli abruzzesi nel mondo è tanta», assicura Di Matteo, «dopo che una delibera di Giunta (che Di Matteo ha precisato essere «solo d'indirizzo») ha inserito indebitamente il Cram fra gli "enti" sopprimibili per tagliare i costi, pur non essendo ne' un ente (ma un organo consultivo non giuridico) ne' costoso visto che nessuno dei componenti il Consiglio, il Comitato esecutivo e il Gruppo di lavoro Cram percepisce gettoni di presenza o indennità».
Altra storia è invece la trasparenza di gestione, magari rendendo pubblici i bilanci analitici e capire effettivamente quanta parte dei soldi pubblici vanno effettivamente a beneficio degli abruzzesi lontani e quanti invece in mere spese di gestione. Basterebbe qualche numero e la verità salterebbe fuori…

«NON CI OFFENDIAMO PER I TAGLI. COMPRENDIAMO BENISSIMO»

«In Abruzzo», ricorda Giuseppe Russo, presidente della Camera di Commercio Abruzzese Italo Argentina, «si stanno effettuando tantissimi tagli ai bilanci per una disastrosa situazione economica ereditata, non si stanno effettuando tagli per fare dispetti, per ignorare gli emigranti. Certamente qualcosa di più la nostra regione può fare e deve fare, ne ha l'obbligo verso i suoi figli residente all'estero.
Sicuramente», continua Russo, «non deve permettere a nessuno di appropriarsi di risorse di tutti per uso poco adatto (vedi ospedale in Venezuela con 600.000 euro). Certamente gli emigranti non si offenderanno più se le risorse destinate a viaggi di vacanze venissero destinati all'assistenza di molti abruzzesi che versano in disagiate condizioni economiche. Con il corrispettivo di un "congresso" si possono pagare almeno 200 assistenze sanitarie in un anno. Certamente tutti i nostri conterranei capiranno che le assemblee si possono organizzare in video conferenza e destinare risorse in cose più utili».
«Nel precedente congresso svolto a Santiago del Cile dal Cram 2006 si era festeggiato in pompa magna la creazione di un sito internet interamente rivolto agli emigranti Abruzzesi nel mondo, costato ovviamente ai contribuenti, sito di cui tutti potevano usufruirne: attendiamo il resoconto del funzionamento dopo un anno».


12/09/2007 9.21