Wwf:«E’ il momento di cambiare le logiche della difesa della nostra costa»

Alessandro Biancardi

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Wwf:«E’ il momento di cambiare le logiche della difesa della nostra costa»
ABRUZZO. Potrebbe cambiare la politica della difesa costiera della Regione. C’è un tavolo che sta lavorando negli ultimi mesi e che avrebbe individuato nuove metodologie di intervento, meno invasive e più risolutive. All’inizio del 2007 una imponente opera di ripascimento (80milioni di euro) è stata portata a termine su buona parte del litorale abruzzese.
Al tavolo regionale partecipa anche il WWF che ha ribadito le sue proposte in termini di tutela costiera. Le linee individuate sono: non effettuare ripascimenti diretti su aree sensibili; non realizzare in futuro opere rigide, ma eventualmente solo ripascimenti con la sabbia; effettuare gli interventi agendo esclusivamente da mare e non da terra, evitando l'uso di mezzi pesanti sulle spiagge; obbligare le ditte vincitrici dell'appalto a caratterizzare il sito di intervento dal punto di vista chimico, fisico e biologico, a spese loro, per mezzo dell'ARTA prima e dopo l'intervento per verificare la sensibilità della zona, decidere le modalità di intervento più opportune e verificare l'impatto sull'ecosistema.
«Alla fine del tunnel appare qualche luce», commenta Andrea Natale, Responsabile del gruppo Mare del WWF Abruzzo.
«Per il futuro se le promesse saranno concretizzate potremmo finalmente iniziare ad impostare politiche integrate per gestire le risorse costiere. Nel corso degli ultimi incontri del tavolo tecnico sulla costa istituito dalla Regione», ha spiegato Natale, «abbiamo registrato la disponibilità del Servizio Opere Marittime della Regione ad aggiornare l'analisi di rischio morfologico e socioeconomico della fascia costiera abruzzese, ormai datata (risale al 1999), integrandola con le previsioni dei maggiori organismi scientifici nazionali ed internazionali sull'innalzamento del livello medio marino e tutte le previsioni delle normative comunitarie, nazionali e regionali relative. Per il prossimo anno si devono avviare dei percorsi strutturati di sensibilizzazione, formazione ed aggiornamento per tecnici comunali ed amministratori delle località costiere, in modo da evitare operazioni che ora alcuni Comuni, su pressioni di parte dei cittadini, continuano a realizzare in difformità da quanto previsto dalla Regione e senza neanche la previa consultazione del Servizio preposto. Tutti i presenti al tavolo hanno convenuto che sarebbe opportuno rendere organiche e periodiche riunioni per ottimizzare gli interventi e le risorse in modo tale da non sprecare denaro pubblico ed evitare scempi e danni al nostro patrimonio ambientale residuo».

Purtroppo si deve rimarcare il fatto che gli interventi previsti per i primi mesi del 2008 nei siti di Martinsicuro, Roseto, Silvi, Pineto, Ortona, Casalbordino e Vasto sono stati impostati ponendo al centro le necessità degli utilizzi turistico-balneari, considerando solo in via subordinata le altre utilizzazioni della costa.
«Restano le considerazioni in merito all'impostazione del lavoro come obiettivo principale: ossia difendere e possibilmente guadagnare spiaggia per le attività turistico-balneare», continua il Responsabile del gruppo Mare del WWF Abruzzo.
«Il Mare è di tutti e non di pochi, ma soprattutto il Mare e la costa non sono solo dell'uomo e puntualmente il mare si riprende quello che gli viene indebitamente sottratto. Se alteriamo i cicli naturali e ci sentiamo padroni della Natura, questa ci riconduce alle nostre reali dimensioni».

08/09/2007 12.11