Trasporti, Filt Cgil: «bene l'azienda unica, ma prima programmiamo»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. La prospettata fusione delle aziende pubbliche regionali (invocata da tempo dal sindacato abruzzese), rientra nella logica regionale di riduzione e razionalizzazione degli enti e delle aziende partecipate.Meno consigli di amministrazione, meno collegi di sindaci revisori, meno direttori generali e meno figure dirigenziali, si sommerebbero a economie di scala e a sinergie tra i settori e le attività aziendali.
«Un percorso che eliminerebbe così i doppi e tripli incarichi», spiega il segretario della Filt Cgil Abruzzo Luigi Scaccialepre, «diminuendo le consulenze esterne, e favorendo il recupero di ingenti risorse da destinare al servizio in termini di qualità e quantità di mobilità collettiva, di cui la nostra regione ha urgente necessità».
Scaccialepre sottolinea inoltre la necessità di realizzare un processo di incorporazione delle società partecipate da Arpa (Cerella, Schiappa, Paolibus, Sistema) all'interno dell'azienda regionale.
«Anche in questa circostanza», spiega il segretario, «parliamo di imprese dove proliferano consigli di amministrazione, organismi di controllo e dirigenziali e dove, purtroppo, persistono difficoltà economiche corredate da prospettive di tagli sia occupazionali che ai servizi in aree importanti della nostra regione quali il Vastese, la valle Peligna, la valle Subequana».

Questo meccanismo di trasformazioni societarie «deve necessariamente essere parte integrante di una complessiva programmazione regionale di mobilità delle merci e delle persone».
A dieci anni di distanza dalle linee generali indicate nella conferenza regionale sui trasporti tenutasi a Montesilvano, «è quanto mai impellente», ha sottolineato ancora il referente della Filt, «definire il piano regionale Integrato dei Trasporti attraverso scelte lineari in grado di disegnare la rete e l'organizzazione dei servizi, l'integrazione modale e tariffaria nonché le risorse da destinare al servizio e agli investimenti».
Particolare attenzione va posta «alla criticità di una mobilità urbana perennemente intasata dal traffico e a quella delle zone interne nelle quali, invece, il servizio di trasporto è insufficiente; all'anomalia cui vanno incontro migliaia di pendolari che ogni giorno, nel collegamento con Roma, impiegano paradossalmente più tempo per percorrere il tratto di ingresso verso la Capitale (Lunghezza –
Tiburtina) che per l'intero percorso autostradale).


03/09/2007 8.17