Le due verità Transcom: «Boggio si dimetta»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Ieri mattina la Transcom ha consegnato a tutti i dipendenti del gruppo una lettera a firma del presidente Keith Russel in cui il dirigente illustra una situazione aziendale estremamente florida ed arriva a prevedere «un raddoppio del mercato nei prossimi cinque anni».
Si legge, inoltre, che il «collection business continua a crescere bene con una crescita di anno in anno di oltre il 20 % nel primo trimestre». Insomma un'azienda che scoppia di salute.
Ma il responsabile nazionale delle relazioni sindacali Transcom, Piero Peretti, contesta quei dati: «appare evidente che il contenuto della lettera presidenziale strida in modo eclatante con quanto accaduto negli ultimi mesi». Nel febbraio scorso, infatti, a firma del country manager Italia Roberto Boggio, Transcom consegnò ai sindacati un piano di sviluppo che prevedeva 350 esuberi su 700 assunti a tempo indeterminato tra gli stabilimenti di L'Aquila e Milano. Il piano aziendale, inoltre, a causa di un presunto stato di crisi, avrebbe previsto il cambio del Contratto nazionale da Commercio a Telecomunicazioni col taglio di una mensilità per i lavoratori (la 14^).
«Grazie alla ferma determinazione della Ugl», ricorda Peretti, «che non ha mai creduto alle motivazioni datoriali, la volontà aziendale è stata stoppata e la vertenza per noi si è chiusa il 30 Aprile 2007. Il contratto di lavoro è rimasto quello del Commercio e neanche un posto di lavoro è stato tagliato».
Dopo le affermazioni di Keith Russell, diretto superiore di Boggio, «c'è da pensare», commenta ancora Peretti, «che il presunto "stato di crisi" di Transcom sia stato frutto della fantasia del country manager Italia che ora viene palesemente smentito dal suo presidente. Nel rispetto dei lavoratori italiani chiediamo le dimissioni immediate di Roberto Boggio che ha voluto descrivere una situazione non rispondente alla realtà creando grave danno a tutti al fine di raggiungere obiettivi che ci appaiono incomprensibili».
A breve le forse sindacali chiederanno a Transcom di reintegrare e stabilizzare gli interinali «sacrificati» negli ultimi mesi «per dimostrare una teoria che ormai appare a tutti infondata e palesemente insostenibile».
10/07/2007 11.18