Acqua. «Non ci saranno aumenti». Varata la riforma degli Ato: saranno 4

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Il presidente dell'Ato Giorgio D'Ambrosio ha smentito le voci di un possibile aumento tariffario, confermando che anche per l'anno in corso la tariffa sarà mantenuta a 1,03 euro per metro cubo «una delle dieci tariffe più basse d'Italia». Attualmente però la tariffa è di 90 centesimi mentre la delibera che programmava gli aumenti è stata annullata dal Tar. RINVIATO L’AUMENTO DELLA TARIFFA A 1,03 EURO
Il chiarimento di D'Ambrosio arriva a poche ora dalla preoccupazione espressa da vari sindaci dell'ente d'ambito pescarese chietino. Ieri a contestare il possibile provvedimento era stato Pasquale Cordoma, sindaco di Montesilvano. «Non si può ipotizzare una richiesta d'aumento delle bollette in ragione di investimenti mai effettuati sulla rete idrica locale», ha dichiarato ieri Cordoma pensando che oggi alle 17 nell'assemblea si discutesse dell'aumento delle bollette.
Il sindaco di Tocco Da Casauria Rizziero Zaccagnini (Rc) neo eletto è tornato oggi a richiedere il taglio dei cda di Ato e Aca per ridurre le spese.
«Il presidente Aca riceve 5.800 euro al mese, 3.800 il suo vice, 2.800 i consiglieri. Sono tutti costi che devono essere eliminati e dove probabilmente confluiscono i soldi degli aumenti».
Il sindaco di Tocco ha anche detto che più volte si è fatta richiesta di conoscere il piano degli investimenti effettuato «ma non ce lo hanno mai fatto vedere».

RINVIATO L'AUMENTO DELLA TARIFFA A 1,03 EURO

L'assemblea dell'Ato di ieri pomeriggio si è conclusa con il rinvio di tutti i punti all'ordine del giorno. «E' una buona notizia», ha commentato il consigliere comunale di Pescara di Rc Maurizio Acerbo, «perché comincia a scricchiolare il "partito dell'acqua"».
«Abbiamo evitato che con una nuova deliberazione si ripristinasse la tariffa di 1,03 euro per metro cubo», sostiene Acerbo. «Senza una nuova deliberazione dell'assemblea dell'Ato non si può ripristinare l'aumento da 0,90 a 1,03 euro a metro cubo perché il Tar ha annullato l'atto deliberativo che conteneva anche questa previsione».
E' da considerarsi quindi infondato, continua Acerbo, «il pensare che quell'aumento tariffario sia ancora in vigore come sostiene D'Ambrosio, forse troppo impegnato per il sovraccarico di incarichi politici e istituzionali».

03/07/2007 8.36





ACA: «BILANCI GONFIATI E CLIENTELISMO»


LA GIUNTA VARA LA RIFORMA: 4 ATO

Intanto oggi la riforma del sistema idrico integrato è stata varata dall'Esecutivo regionale, su proposta dell'assessore al ramo, Mahmoud Srour. Gli enti d'ambito saranno quattro, articolati su base provinciale, e non più sei.
Saranno eliminate le società di patrimonio e ridotti i componenti dei consigli di amministrazione da cinque a tre.
I compensi e le spese di funzionamento degli uffici non graveranno sulle tariffe che, conseguentemente, subiranno un decremento a beneficio degli utenti, superiore al 10 per cento.
La nuova perimetrazione degli enti d'ambito su base provinciale, con il conseguente taglio dei costi di funzione, è stata illustrata dall'assessore al ramo,Mahmoud Srour, nel corso della conferenza stampa convocata dal presidente della Giunta regionale, Ottaviano Del Turco, per spiegare un'altra riforma, quella relativa agli enti regionali.
Il provvedimento in questione ha anche lo scopo di aumentare la partecipazione dei comuni presenti in ciascun ambito, in modo da fronteggiare la bassa densità demografica di molti comuni abruzzesi. La proprietà delle reti è degli enti locali che ne affidano la gestione in concessione d'uso. Le reti, infatti, non possono essere separate dalla gestione del servizio idrico.
Il soggetto gestore delle reti ha la forma di una spa a totale capitale pubblico. Con la riforma si istituisce un'Autorità di vigilanza regionale sul servizio idrico integrato con sede all'interno dell'Assessorato. Tra gli altri, l'Autorità avrà il compito di definire metodologie di determinazione della tariffa integrata, considerando gli standard di qualità del servizio e di tutela ambientale, nonché di disegnare e far rispettare i meccanismi di incentivo e sanzione volti a favorire miglioramenti di efficienza e di qualità.
«Con questa riforma - ha dichiarato l'assessore Srour - eliminiamo gli sprechi e, avendo scelto la gestione pubblica dell'acqua, dobbiamo pretendere un comportamento efficiente, efficace ed economico. Non è possibile - ha aggiunto l'Assessore - che l'Abruzzo così ricco d'acqua e tanto generoso verso le regioni limitrofe debba temere il calo delle precipitazioni. Accade - ha evidenziato Srour - che di 220 milioni di metri cubi di acqua che affluisce nelle reti solo 90 milioni vengono fatturati. Questa è cattiva gestione alla quale vogliamo porre rimedio».
La riforma dovrà ora essere licenziata dal Consiglio regionale e l'Assessore auspica che «gli effetti possano essere visibili già entro natale, quando gli utenti potranno verificare sulle bollette gli effetti della razionalizzazione».

02/07/2007 14.19