Sanità. Tutti contro Asl e Regione:«Risparmiare sul serio è possibile»

Alessandro Biancardi

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Sanità. Tutti contro Asl e Regione:«Risparmiare sul serio è possibile»
ABRUZZO. Ieri ennesima giornata campale di protesta contro le misure di riordino della sanità abruzzese. Sono scesi in 300 nelle strade di Popoli per difendere i piccoli presìdi che rischiano tagli al personali e lo svuotamento dei reparti. Mentre Forza Italia ha già presentato un'interrogazione al Governo per chiedere spiegazioni proprio sul riordino effettuato dall'Asl di Pescara che secondo molti rischia di bloccare servizi assistenziali vitali e abbassare il livello di qualità sotto la soglia minima.
Anche Rifondazione comunista ha bacchettato l'assessore Mazzocca e il suo «dipendente» e manager Asl, Antonio Balestrino, indicando però alternative ed esempi virtuosi nelle altre regioni.


LA PROTESTA A POPOLI


La delibera della Asl varata due settimane fa stabilisce dal 1º luglio la cessazione dei contratti di lavoro precario. Questo comporterà la mancanza di servizi sanitari essenziali che pure sono affidati al lavoratori non dipendenti.
Per questo i sindaci di oltre 25 comuni della provincia di Pescara e parte della provincia dell'Aquila hanno sfilato in corteo per le vie di Popoli per difendere i loro ospedali che «svolgono un ruolo importante nel territorio di riferimento».
La chiusura di questi piccoli ospedali oltre a sancire «la mancanza di servizi sanitari vitali comporterà degli effetti collaterali per l'ospedale di Pescara» dove tutto il comprensorio sarà costretto a rivolgersi.
A guidare il corteo di circa 300 persone sono stati i sindaci di Popoli e Penne, Emidio Castricone e Donato Di Marcoberardino, insieme ai rappresentanti sindacali dei lavoratori.
Durante il comizio, in piazza Paolini, la dottoressa Annamaria Stammitti, dell'unità operativa di Ostetricia ha lanciato un appello affinchè «il punto nascita non venga chiuso, e il servizio venga potenziato».
Il sindaco di Popoli, Castricone, che tra l'altro lavora nell'ospedale cittadino da 37 anni, ha detto che l'obiettivo di questa battaglia «è di far rinnovare le locatio operis e di non far chiudere i reparti».
Ha anche annunciato: «Siamo riusciti a trovare 28mila euro per consentire a due medici di continuare a lavorare fino alla fine dell'anno, in ostetricia e pediatria».
A nome di tutti i sindacati ha parlato Paolo Castellucci, segretario provinciale della Cgil, che ha contestato le scelte della Asl dicendo che «i tagli non si fanno con l'accetta dall'oggi al domani e con una delibera unilaterale, come ha fatto la Asl. Alla fine dell'anno - ha fatto notare - si dovrà lavorare con 379 persone in meno, per di più precari che da anni lavorano alla Asl e assicurano servizi essenziali».

L'INTERROGAZIONE DI PAOLA PELINO


La chiusura dei reparti di unità intensiva e cardiologia con l'attivazione di 2 posti di osservazione breve cardiologia al pronto soccorso per gli ospedali di Popoli e Penne saranno oggetto di un'interrogazione parlamentare urgente che l'onorevole di Forza Italia, Paola Pelino presenterà alla Camera dei Deputati al ministro alla Salute Livia Turco.
«Non possiamo accettare nuove spoliazioni - ha sottolineato la parlamentare abruzzese - sono scelte punitive che faranno risparmiare alla Asl soltanto 2 milioni di euro penalizzando di fatto i servizi rivolti alla cittadinanza soprattutto in considerazione che i due ospedali pescaresi contano 100-120 ricoverati».


LE PROPOSTE DI RIFONDAZIONE



Anche sul piano politico le cose non vanno meglio per la maggioranza di centrosinistra.
Rifondazione comunista ieri è tornato a parlare e bacchettare fortemente la Regione e le linee guida inserite nel nuovo piano sanitario regionale.
Il 2 luglio si svolgerà una seconda riunione di maggioranza sul tema e Rc ha chiesto che vi sia una integrazione concordata «anzitutto della parte relativa al sociale e servizi domiciliari evitando doppioni e sprechi e migliorando e l'efficacia dell'intervento pubblico».
E, come già capitato in passato, su questo tema più importante sembra mancare un confronto ampio, pubblico, con le associazioni degli utenti e gli operatori del settore insieme ai lavoratori.
«E' necessario che vi sia piena coerenza con le linee di indirizzo già concordate con il piano di risanamento approvato», ha detto Marco Gelmini, segretario regionale di Rc, «invece notiamo che la sanità pubblica continua ad essere sacrificata a vantaggio di quella privata che in termini di qualità e tipologie di prestazioni non offre gli stessi livelli del servizio pubblico».
Gelmini ha poi accennato alle disfunzioni del sistema e di come i manager dell'Asl si siano trasformati ormai senza alcuna remora «in veri e propri organi di partito che seguono sono le direttive impartite dai loro superiori segretari».
«Il manager Balestrino è obbligato ad attuare gli indirizzi programmatici assunti in sede regionale cosa che al momento non sta avvenendo», ha aggiunto Gelmini.
Rifondazione comunista poi ha ricordato come proprio sul piano di risanamento regionale siano state presentate in passato interrogazioni e denunce specifiche sul dilagare di prestazioni specialistiche «di alto o altissimo costo da parte di strutture private che non possedevano gli accreditamenti specifici e che continuano ad operare in contrasto con le vigenti normative e regolamenti».


I TICKET NON ABOLITI


Per il segretario regionale di Rc, nonostante le polemiche, le proteste, le prese di posizioni politiche e persino una delibera già approvata, il problema legato ai ticket «è rimasto irrisolto e al momento non produce alcun effetto», ovvero i ticket non sono stati ancora aboliti.
«E' necessario un atto di coerenza e dar corso alla decisione più volte manifestata dalla maggioranza di volerli abolire.
Gelmini ha poi avanzato le proposte che saranno presentate nelle sedi politiche ed ha spiegato come sia ormai necessario «l'istituzione di un nucleo di valutazione sui tagli alle spese per singole voci di bilancio a partire dall'Asl di Pescara».
Ma per fare questo è necessario conoscere tutti i dati relativi alle spese, numeri che finora nessuno è in grado di ottenere.
«Chiediamo anche l'immediato invio di una commissione ispettiva e nelle strutture private per la verifica delle prestazioni erogate ad alto costo, per le quali non vi siano accreditamenti specifici e che abbiano prodotto un numero di ricoveri incompatibili con numero di posti letto».
Rc ha chiesto poi che venga sospesa la chiusura dei reparti di unità di terapia intensiva e coronarica di Penne e Popoli e naturalmente bisognerà pensare subito alla stabilizzazione dei precari seguendo gli esempi già applicati in altre regioni».



UGL:«SOSTEGNO AI PRECARI»


«Senza i 287 precari la Sanità pescarese sarebbe letteralmente messa in ginocchio», ha detto Geremia Mancini, segretario regionale Ugl, «contro questa irresponsabile eventualità abbiamo rivolto un appello al presidente Del Turco ed all'Assessore Mazzocca perché non facciano pagare ai pescaresi la colpa di un debito che ha altre radici ed altre responsabilità, ed al Prefetto di Pescara l'appello a tenere alta l'attenzione su quella che potrebbe essere già nell'immediato una estate di paura».
«Non appaiono assolutamente credibili le soluzioni avanzate dal Manager pescarese, non è attraverso soluzioni fantasiose che si può arrivare a dare ai cittadini una Sanità funzionale e dignitosa».


VERINI:«PROBLEMI CON IL PAGAMENTO DEI TICKET A L'AQUILA»



Da qualche tempo è stato sospeso a l'Aquila il servizio per il pagamento dei tickets per prenotazioni ospedaliere presso le farmacie comunali ripristinandolo presso la strutture sanitarie di Collemaggio e S. Salvatore.
Questo avrebbe creato nuovi disagi.
«Ogni mattina infatti», spiega Enrico Verini (Margherita), «assisto a file chilometriche di persone sofferenti, spesso anziane, costrette con molto disagio a sottostare ad un sistema che, anche a colpo d'
occhio, non appare come efficiente e moderno; l ' impressione che ne deriva difatti, è più quella di un sistema "sudamericano", certamente non al passo con i tempi e men che mai con una ASL che vuole giustamente caratterizzarsi come capace di dare servizi adeguati al prestigio che le compete. Alla sofferenza di chi è costretto a rimanere ore in attesa di poter prenotare le proprie visite, si somma l ' altra, non meno grave, di dover raggiungere i luoghi deputati alle prenotazioni che , in un territorio vasto come quello del comune dell ' Aquila, può essere impresa disagevole e complicata; penso soprattutto a coloro che abitano nelle frazioni come Paganica, Arischia, S Giacomo, Monticchio ma potrei citarne tante altre».
«Bisogna ripensare il tutto e farlo alla svelta», ha proposto Verini, «ricreare un sistema di prenotazioni " diffuse", in tutto il territorio; magari utilizzando meglio le strutture della ASL che non vengono messe a regime come accade in quella di Paganica. Anche un sistema on-line, attraverso il quale poter accedere al servizio, in parte alleggerirebbe il carico presso gli sportelli e darebbe modo ai cittadini di evitare perdite di tempo».

29/06/2007 9.26