Pasti in ospedale:«buoni a l'Aquila e Teramo. Peggio Pescara e Chieti»

Alessandro Biancardi

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L'INDAGINE. La qualità dei pasti erogati negli ospedali è ottima all'Aquila ed a Teramo, sufficiente a Pescara ed insufficiente a Chieti. Sono questi i risultati di un'inchiesta condotta da Arco Consumatori Abruzzo, associazione dei consumatori che ha investigato per due mesi all'interno delle quattro strutture ospedaliere dei capoluoghi di provincia.
Vivere in ospedale, si sa, è già una esperienza dura. A renderla ancora più difficile è il pasto che viene consegnato ai pazienti. Le situazioni più critiche in Abruzzo sarebbero a Pescara e Chieti.
A rendere noto il rapporto è stato il presidente regionale dell'associazione, Franco Vanni.
«In merito alla quantità delle porzioni», ha spiegato, «nessuna lamentela è stata registrata, ma una forte differenza di giudizio fa
prevalere in positivo gli ospedali di Teramo (60%) e L'Aquila (56%)
rispetto agli altri due (Pescara 46%, Chieti 26%)».
Teramo e L'Aquila riscuotono, infatti, massimo successo per la qualità
delle portate, mentre la metà di coloro che giudicano scadente il
pasto è stata registrata a Pescara.
Infine, per quanto concerne la qualità dei menu, questo viene bocciato
dal 52% degli utenti di Chieti, dal 26% a Pescara, dall'8% a Teramo,
mentre nessun giudizio è stato dato al menu dell'ospedale dell'Aquila.
Venni ha poi fornito alcuni dettagli sul rapporto che, ha spiegato
«é alla prima edizione, ma contiamo di trasformarlo in appuntamento
annuale, aggiungendo dal prossimo anno gli altri ospedali abruzzesi e
in futuro magari anche le cliniche private».
L'indagine si è svolta da marzo a maggio scorsi, con 194 interviste.
«A differenza delle altre direzioni sanitarie», ha sottolineato Vanni,
«quella di Pescara si é rifiutata formalmente di far visitare la sua
cucina al rilevatore di Arco, presumiamo perché non è stata ristrutturata come invece previsto».
Inoltre, la direzione pescarese «ha dimostrato complessivamente un
atteggiamento burocratico tendente a boicottare ogni forma di
controllo: chiederemo ispezioni»

LA ASL DI CHIETI: «INGENEROSO IL GIUDIZIO NEGATIVO»

Il giudizio negativo non piace all'ospedale di Chieti che subito formula un comunicato stampa: «lascia veramente sorpresi l'esito del minisondaggio a campione compiuto dall'associazione Arco su 46
pazienti ricoverati nell'Ospedale di Chieti, rispetto a un totale di
36.680 ricoveri annuali. L'Arco attribuisce un giudizio insufficiente
alla qualità dei pasti, ma non precisa che si tratta di "qualità
percepita" dai pazienti».
Ovvero, secondo la Asl, «vengono espresse critiche non alla qualità
delle pietanze in sé, ma ad aspetti collaterali, come ad esempio la
ripetitività, la mancanza di un menu alternativo. Quest'ultimo aspetto
è sicuramente poco apprezzato dai pazienti tenuti a seguire diete
particolari».
Ma i risultati dell'indagine lasciano sorpresi soprattutto per due
ragioni: «né la direzione sanitaria dell'Ospedale di Chieti né
l'Ufficio per le relazioni con il pubblico della Asl hanno mai registrato lamentele dei pazienti per la qualità e la quantità del vitto».
L'Asl assicura poi che «lo stesso vitto preparato per i pazienti è
consumato ogni giorno dalle centinaia di dipendenti che affollano la
mensa aziendale, i quali la scelgono versando anche una quota per il
pasto: nessuno di loro ha mai mosso contestazioni di alcun genere».
Anche la metodologia di analisi scelta dall'Arco suscita qualche
perplessità: «il 37,8% dei pazienti intervistati a Chieti rientra
nella fascia di età fino a 30 anni, percentuale che a Teramo è appena
del 14,9%; mentre gli «over 60» a Chieti sono solo il 13,6% rispetto
al 44% di Teramo. E' noto che i giovani hanno gusti più esigenti».


22/06/2007 9.22