«Ecco la legge che aiuterà i piccoli comuni abruzzesi disagiati»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Tutti i comuni abruzzesi saranno classificati secondo indici di marginalità e disagio. Si potranno definire piccoli comuni solo quelli con abitanti pari o inferiori a 5000. L'associazionismo sarà premiato e saranno incentivate azioni a sostegno della finanza dei piccoli comuni, come l'incentivazione a forme di recupero fiscale o anche per coprire detrazioni di imposta.
Forme di agevolazione tributaria sono anche previste a sostegno delle attività produttive mediante riduzione dell'Irap. Le misure sono contenute, tra le numerose altre, nel disegno di legge denominato "Iniziative a sostegno dei piccoli comuni", approvato dall'Esecutivo regionale, su proposta dell'assessore agli Enti locali, Giovanni D'Amico, e che può contare su uno stanziamento, per l'anno in corso, pari a 4 milioni 650 mila euro.
La legge quadro, che dovrà passare al vaglio del Consiglio regionale, si compone di 49 articoli che vanno dalla incapienza della capacità fiscale alle azioni a sostegno dello sviluppo dei singoli territori.
La legge ha inoltre l'obiettivo di riorientare le risorse regionali eventualmente disponibili in favore di piccoli comuni, oltre quelle già stanziate per l'applicazione della stessa norma.

LA CLASSIFICAZIONE

A seconda della popolazione, del grado di disagio e marginalità e della capacità strutturale dell'ente, i comuni saranno classificati in tre fasce differenziate: alta, media e bassa.
Tale classificazione è basilare per ponderare le azioni di incentivazione. Le iniziative di sostegno ai piccoli comuni vanno dal sostegno alle spese correnti, agli interventi in favore dei cittadini a quelli per le attività produttive, alla costituzione di un fondo di solidarietà.
Incentivi alle attività produttive, oltre che attraverso la leva fiscale, sono anche previsti in favore di giovani imprenditori o agricoltori di età compresa tra i 18 e d i 40 anni, anche nella prospettive di arti e mestieri.
Un punto qualificante della legge è anche quello che incentiva l'associazionismo, sia in tema di funzioni e servizi e sia anche di salvaguardia dei patrimoni culturali, storici, artistici e librari.
Le unioni dei comuni possono anche accedere al fondo regionale per lo sviluppo locale, segnatamente quelli che potenziano l'infrastruttura informatica e la riqualificazione delle aree urbane.
Azioni sinergiche allo sviluppo locale sono la scuola di formazione per l'amministrazione pubblica e l'attività formativa per particolari competenze. Da segnale nella legge anche la possibilità che i piccoli comuni deliberino l'apertura degli esercizi commerciali nei giorni festivi, anche in deroga alle disposizioni vigenti.
Incentivi sono quindi previsti per le ristrutturazioni destinate ad offrire un servizio turistico o di ospitalità.
Il provvedimento promuove, inoltre, forme di auto-organizzazione dei piccoli comuni per l'espletamento dei servizi di soccorso tecnico urgente, di protezione civile e di soccorso sanitario, anche mediante il ricorso a tecnologie innovative. Il provvedimento consente di ricorrere a facilitazioni per l'acquisto della prima casa per chi intenda stabilire la propria residenza nei piccoli comuni.

L'assessore D'Amico, nella conferenza stampa di presentazione, ne ha sottolineato il «carattere innovativo, organico e democratico di gestione».
«Il contenuto del provvedimento è stato dibattuto tra tutti i soggetti interessati - ha spiegato D'Amico - senza sottacere il contributo dell'Anci e quello offerto da vari gruppi consiliari, tra cui quello di Alleanza nazionale, che ne aveva presentato uno analogo e che mi auguro possa trovare in questo un'adeguata risposta. Mi auguro inoltre che il Consiglio entro l'estate lo approvi, per consentire alla Giunta regionale di procedere alla definizione del programma operativo annuale e, già da ottobre, di erogare i primi fondi».
Per il direttore regionale, Marella D'Antonio, la legge costituisce "il miglior esempio di attuazione della riforma costituzionale perchè rende protagonisti i piccoli comuni". Dello stesso parere Meuti che ha sottolineato il tempismo e la coerenza della legge con la norma nazionale conosciuta come legge Realacci.

«Incassiamo favorevolmente il riconoscimento che l'assessore D'Amico ha attribuito all'impegno di An sul tema dei piccoli comuni – ha dichiarato Di Stefano (An) – allo stesso modo, però, non possiamo non ricordare che da due anni gli enti locali cosiddetti minori aspettano un segnale dal governo regionale, segnale che solo oggi, timidamente, viene accennato».
«In questo senso – ricorda l'esponente di An – la giunta-Pace aveva dato risposte adeguate ed aveva individuato politiche concrete per il riequilibrio territoriale, oltre ad aver attivato un confronto stabile e proficuo con le autonomie locali».
«Dall'insediamento del centro-sinistra, invece, i piccoli comuni sono stati abbandonati a se stessi e privati tanto dell'attenzione istituzionale quanto delle risorse economiche che la Casa delle Libertà aveva inserito nelle ultime due finanziarie, tanto che il gruppo di An aveva presentato un disegno di legge ad hoc che la maggioranza ha lasciato giacere in commissione per oltre un anno» ha concluso Di Stefano.

13/06/2007 14.57