Arco:«vogliamo partecipare alla valutazione dei dipendenti della Regione»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Quanto vale un dipendente della Regione? La sua produzione è sufficiente, così come la sua mansione è espletata nel migliore dei modi? E’ probabile che ognuno di noi possa rispondere (esperienza alla mano). Poiché la preparazione e la valutazione dei dipendenti regionali sono elementi che strettamente si collegano all’interesse pubblico, l’Arco chiede di poter partecipare alla concertazione con gli organismi sindacali.
Così è partita una lettera dell'associazione dei consumatori all'idirizzo del presidente del consiglio regionale Marino Roselli.
«Poiché siamo portatori di interessi diffusi dei consumatori e utenti», spiegano dall'Arco, «chiediamo che al tavolo delle trattative in essere tra organizzazioni sindacali e la Regione Abruzzo, per la fissazione dei criteri di valutazione necessari per assegnare le indennità di risultato al personale regionale, siano presenti le associazioni dei consumatori regionalmente riconosciute. Tale richiesta è motivata dalla vasta insoddisfazione dei consumatori abruzzesi sui livelli di inefficienza fin qui dimostrati dalla Pubblica Amministrazione in genere, a cui non sfugge la Regione Abruzzo».
Secondo il sodalizio infatti non si può pretendere che «le associazioni dei consumatori siano escluse ancora una volta dal tavolo regionale sul quale si stanno discutendo criteri di valutazione di efficienza del personale dipendente, che una volta approvati, incideranno pesantemente solo sugli interessi economici dei cittadini e sulle imprese».
«Crediamo che debba essere accettato da tutti gli organi pubblici», proseguono dall'Arco, «il principio che gli interessi dei consumatori e degli utenti non possono più essere rappresentati da organizzazioni terze e non legittimate giuridicamente a questo, visti fra l'altro i pessimi risultati che questo metodo ha comportato. Ribadiamo pertanto la nostra completa contrarietà ad ogni forma di incentivazione a pioggia non legata a criteri oggettivi di efficienza misurabili anche dal contenzioso fra cittadini, imprese e apparati pubblici, dalla quantità e qualità degli organici effettivamente necessari al buon funzionamento degli uffici, nonché dagli sprechi e dai privilegi attualmente in atto, spesso riconducibili a costi della politica che gravano sulle tasche dei consumatori».
L'Arco ricorda, infine, che in caso di mancata partecipazione al tavolo delle trattative da parte delle organizzazioni dei consumatori, sia in questa occasione sia in quelle successive riterrà impugnabile presso gli organi competenti e presso l'opinione pubblica, «qualsiasi decisione presa che non risponda all'esigenza prioritaria di garantire un servizio efficiente e al minor costo per cittadini ed imprese dei servizi offerti in termini di tempestività ed efficienza».

11/06/2007 13.23