Wwf: «Abruzzo terra dei Parchi? Solo in montagna»

Alessandro Biancardi

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IL DOSSIER. Circa il 30% del territorio regionale è sottoposto a una forma di tutela, sia essa naturalistica, idro- geologica, paesaggistica o storico-culturale. La parte del leone la fanno le aree protette (parchi nazionali, regionali, riserve regionali, biotopi e orti botanici). La distribuzione delle zone sottoposte a tutela non è però omogenea. I dati li fornisce il dossier di Wwf Abruzzo dal titolo "Gestione integrata delle zone costiere: linee guida per il recepimento comunale", che sarà presentato oggi a Vasto.
Se nell'interno tra le vette più alte dell'Appennino della Majella e del Gran Sasso si ha una certa continuità, tanto da poter parlare abbastanza seriamente di Appennino Parco d'Europa, lo stesso non può dirsi sulla costa.
Dei suoi 125 km costieri che si estendono dal fiume Tronto (confine Nord, con le Marche) al fiume Trigno (confine Sud, con il Molise), solo circa 15 Km sono protetti, circa 15 su 125 ovvero il 12%.

COSTA NORD E SUD, QUANTA DIFFERENZA

Secondo il dossier dell'associazione ambientalista in particolare nella parte settentrionale, da Alba Adriatica a Francavilla al Mare, fatta eccezione per qualche raro tratto (Villa Rosa di Martinsicuro, la Riserva Regionale del Borsacchio a Roseto e la Pineta Dannunziana per Pescara), qui il modello dominante è quello caratterizzato da stabilimenti balneari, strade litoranee, costruzioni (case e hotel), tracciato ferroviario, strada statale adriatica.

Leggermente diversa la parte meridionale dell'Abruzzo conserva maggior naturalità con presenze di specie vegetali e animali di valore e interesse per l'intera Ecoregione Mediterranea.
Sono infatti presenti in poco più di 40 km ben 6 siti di importanza comunitaria (SIC), riconosciuti a livello europeo, 6 Riserve Regionali (due "storiche", Lecceta Litoranea di Torino di Sangro e Punta Aderci a Vasto e 4 di recente istituzione, Acquabella e Ripari di Giobbe ad Ortona, Fosso delle Farfalle tra Rocca S.Giovanni e San Vito Chetino e Marina di Vasto), 1 giardino botanico di importanza regionale (Giardino botanico Mediterraneo a San Salvo Marina) oltre a numerose stazioni dove sono segnalate specie vegetali in via d'estinzione.
Qui rispetto alla parte settentrionale la situazione si ribalta, in particolare nel tratto da Torre Mucchia (Ortona) a Casarza e San Nicola (Vasto) dove sono presenti anche i trabocchi, la matrice ha forte valenza naturale e paesaggistica e le interruzioni sono, seppur estese, limitate alle "marine" dei comuni costieri teatini.

«FRAGILITA' DA GESTIRE IN MODO INTEGRATO»

Lungo la costa abruzzese, sostiene il Wwf nel dossier «si è agito senza conoscere le dinamicità e le variabilità degli ecosistemi costieri», e «senza verificare l'effetto e le conseguenze delle attività umane su queste delicatissime zone». Molti ecologi e naturalisti parlano per molte realtà costiere di città lineare, sviluppata lungo le arterie viarie (pensiamo all'agglomerato Montesilvano/Pescara/Francavilla al Mare).
Ciò che l'uomo ha costruito e costruisce ha frammentato e frammenta, ha distrutto e distrugge la continuità ambientale tra gli ecosistemi naturali e le delicate connessioni e le interrelazioni tra habitat, specie animali e specie vegetali.
«L'artificializzazione della costa», continua il dossier del Wwf, «dovuta alla costruzione di porti e porticcioli turistici, barriere frangiflutti, alla canalizzazione e cementificazione delle foci e degli ultimi tratti dei fiumi, all'edilizia selvaggia, in generale la non pianificazione dello sviluppo insediativo umano e le sue attività:
l'agricoltura e la pesca intensiva, l'industria pesante e il turismo di massa hanno di fatto distrutto interi tratti di costa».

LE PROPOSTE PER UN PIANO SPIAGGIA SOSTENIBILE

Tra le proposte del Wwf per un piano spiaggia sostenibile ci sono l'istituzione di un gruppo di esperti in diversi aspetti (geologia e sedimentologia, biologia, urbanistica, economia, ecologia, scienze
ambientali) che supporti il tecnico incaricato della Redazione del piano, aprire ed istituire tavoli di concertazione e forum per la cittadinanza e privilegiare le concessioni a chi vuole costruire stabilimenti a basso impatto ambientale (che facciano la raccolta differenziata dei rifiuti, puntino all'efficienza energetica, all'utilizzo delle "docce solari", prevedano riqualificazione di strutture già esistenti in senso migliorativo dal punto di vista dell'impatto complessivo sull' ambiente, presentino servizi o programmi di educazione ambientale).

11/06/2007 11.31