«In Abruzzo sui funghi una tassa vergognosa e illegale»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Un balzello di 30 euro che sta facendo rivoltare il mondo degli amanti della natura e di coloro che si dedicano a lunghe passeggiate nei boschi per raccogliere funghi.
Con l'entrata in vigore della nuova legge regionale per poter portare a casa il raccolto occorre uno speciale tesserino rilasciato dalle Province.
La ratio risiederebbe nella logica di limitare l'esercito dei raccoglitori di funghi (e dunque preservare la natura) e dall'altra fornire le competenze giuste (con appositi corsi).
Il malumore è emerso in occasione della “3 giorni micologica di Pizzoferrato” (1-3 giugno), una delle manifestazioni tradizionali più seguite dell'Associazione Micologica Ecologica Pescarese, nella quale si è parlato anche della tassa di bollo di 30 euro per l'ottenimento del tesserino regionale per l'autorizzazione alla raccolta dei funghi imposta dalle Province di Chieti, Pescara e Teramo.
Secondo il presidente dell'associazione Antonio Di Luzio- piuttosto critico da sempre verso la recente legge regionale sui funghi- sarebbe del tutto illegale. Infatti secondi Di Luzio per «questo borbonico tesserino» si pagherebbe già il contributo di 30 euro e «non vi sarebbe alcuna giustificazione dell'applicazione di un'ulteriore tassa sulla domanda che tecnicamente si configurerebbe come una semplice richiesta».
Tale tesi sarebbe suffragata dalla decisione della Provincia de L'Aquila di non far pagare né il bollo sulla domanda né quello sul tesserino.
Una dicotomia di regolamentazione che cambia da provincia a provincia e che fa riflettere.. pur in presenza di una unica legge regionale.
Per il resto la 3 Giorni di Pizzoferrato si è svolta, in tempi di assalto sconsiderato alla natura, come conseguenza perversa della legge regionale sui funghi, «nel massimo rispetto dell'ambiente con gruppi di pochi elementi sparsi in più direzioni, nella vasta zona ricca di prati e boschi, per la raccolta di esemplari da mostrare ai principianti e da destinare alla cucina dell'albergo ospitante per un eccezionale risotto».
«In mancanza di una norma, presente nei regolamenti di oltralpe (per es. del Tirolo austriaco) che vieti la raccolta di gruppi organizzati è fondamentale l'autodisciplina», dicono dal gruppo dell'Amep.
«Tale contegno», aggiungono dal gruppo pescarese, «andrebbe segnalato, perchè sia preso di esempio, a tutti gli altri gruppi abruzzesi, un grosso esercito ormai di appassionati, alcuni dei quali lasciano spesso terra bruciata al loro passaggio con non più un solo fungo, buono o cattivo, in piedi».
08/06/2007 14.47