La giunta Del Turco conferma la volontà di riformare la Fira

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Si è tornato a parlare del caso Fira ieri in una sede istituzionale come il consiglio regionale. L’occasione è stata offerta dal question time che ha fatto luce sulla procedura di “riforma” della finanziaria regionale investita dall’inchiesta “Bomba” sulla gestione dei fondi Docup 2002-2004 che ha visto decine di indagati e “decapitato” il vertice dell’ente strumentale presieduto, fino all’arresto, da Giancarlo Masciarelli.
La Regione Abruzzo ha dunque ieri confermato la volontà di riformare la Fira.
Per la giunta Del Turco ha parlato l'assessore regionale alle Attività Produttive, Valentina Bianchi, rispondendo a un'interrogazione di Alfonso Mascitelli (Italia dei Valori).
«Ribadiamo tutte le intenzioni manifestate nel corso della seduta straordinaria del Consiglio regionale sul caso Fira - ha detto Bianchi -, si conferma la piena attenzione anche con atti
già intrapresi».
L'assessore si riferiva al trasferimento delle competenze di Fira Servizi in materia sanitaria
all'Agenzia sanitaria regionale, con la conseguente messa in liquidazione della stessa Fira Servizi.
L'esponente dell'Idv, ricordando la pari dignità del Consiglio regionale e della Giunta, ha sottolineato nell'interrogazione che l'assemblea regionale, nel 2005 e nel 2006, oltre che negli anni pregressi, non ha potuto prendere visione e approvare il programma annuale della Fira «perché
non è stato mai trasmesso e mai posto all'ordine del giorno».
Intanto sono passati ormai più di otto mesi dagli arresti e dallo scandalo che ha fatto molte vittime tutte ormai tornate in libertà, mentre le indagini sul caso non si sono ancora concluse. In autunno probabilmente il giudice potrebbe decidere sui rinvii a giudizio.
Le prove raccolte dalla Guardia di finanza in più di un anno di indagini saranno prodotte allora nel processo.
Tutti gli indagati sono nel frattempo tornati alla “vita di sempre”, molti dei quali riprendendo le attività lavorative o di consulenza dopo la bufera.
Intanto, rimangono ancora aperte tutte le altre inchieste -anche se non se ne parla più- come quelle della cartolarizzazione dei debiti della sanità, sempre in capo alla Guardia di finanza e alla procura di Pescara, e quella Delverde che attende solo i rinvii a giudizio essendosi concluse le indagini da alcune settimane.

La seduta del Consiglio regionale è stata poi caratterizzata da sette interrogazioni a risposta immediata discusse in Aula sulle dodici poste all'ordine del giorno.
Il consigliere Paolo Tancredi (Fi) ha interrogato l'assessore alla Sanità circa i corsi di formazione per alimentaristi.
Il capogruppo dell'Idv, Bruno Evangelista, ha interrogato l'assessore regionale all'Ambiente, Franco Caramanico, al fine di attivarsi per scongiurare il trasferimento del Dipartimento
territoriale rete dell'Enel dall'Aquila.
Benigno D'Orazio (An) ha chiesto spiegazioni al presidente della Giunta, Ottaviano del Turco, sulle modalità di riperimetrazione dei Comuni della provincia di Teramo ricadenti
nelle aree degli aiuti comunitari dell'obiettivo 87.3.c.
Il consigliere di An Fabrizio Di Stefano si è rivolto all'assessore Mimmo Srour per una spiegazione sugli effetti della bocciatura del Quadro di Riferimento Regionale, da parte del Consiglio di Stato, in merito alle pratiche autorizzative per l'edificazione del Villaggio dei Giochi del Mediterraneo.

06/06/2007 8.46