Banca d'Italia. La Cgil vuole un confronto sui tagli delle filiali in Abruzzo

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1646

L'AQUILA – Il 7 giugno, alle 10.30 presso l'Aula Magna dell'Università dell'Aquila, verrà presentato il lavoro di ricerca della Banca d'Italia dal titolo “L’economia dell'Abruzzo nell'anno 2006”. Queste ricerche vengono effettuate in tutte le regioni e concorrono poi alla relazione finale del Governatore.




L'AQUILA – Il 7 giugno, alle 10.30 presso l'Aula Magna dell'Università dell'Aquila, verrà presentato il lavoro di ricerca della Banca d'Italia dal titolo “L'economia dell'Abruzzo nell'anno 2006”. Queste ricerche vengono effettuate in tutte le regioni e concorrono poi alla relazione finale del Governatore.


Il programma prevede un'introduzione a cura di Giampietro D'Andria, Ispettore Reggente della Filiale di L'Aquila, cui seguirà la presentazione del progetto: relatori saranno Valter Di Giacinto e Luciano Esposito della filiale aquilana della Banca d'Italia, con gli interventi del professor G. Mauro (Università degli Studi ‘G. D'Annunzio' di Chieti e Pescara) e del professor Iapadre (Università degli Studi dell'Aquila).
Importante sottolineare che la Cgil della Banca d'Italia ha elaborato uno studio sulla Banca in risposta al Governatore Mario Draghi, che propone di chiudere le filiali periferiche.
Una proposta che sta facendo molto discutere e che sta dividendo già da tempo gli animi.
A margine dello studio vi è anche un confronto con le altre Banche Centrali Europee.
«Negli ultimi anni – si legge nel documento – i profondi cambiamenti del contesto di riferimento in cui opera la Banca Centrale ne hanno ridisegnato compiti, funzioni e ruolo. Tra i principali e più decisivi fattori di mutamento si richiamano quelli che spingono ad un maggiore accentramento – sia a livello nazionale che sovra-nazionale – nello svolgimento delle funzioni quali l'introduzione dell'Euro, che hanno trasformato i poteri decisionali in contributi alle decisioni comuni in ambito della BCE; la nascita di un'area europea di pagamenti interbancari, la sempre maggiore integrazione dei mercati e l'ampliamento della regolamentazione sovra-nazionale».
Secondo la Cgil, queste cose non hanno ridimensionato il ruolo e le prospettive della Banca Centrale, ma hanno viceversa reso più articolata e complessa l'attività, richiedendo livelli di professionalità sempre più alti, un confronto più aperto con l'esterno e la necessità di valorizzare le risorse disponibili.
Ciò che servirebbe davvero sarebbe «una diversa e più articolata interlocuzione con l'esterno, che definisca un ruolo attivo della Banca d'Italia e favorisca la formazione di scelte trasparenti e consapevoli da parte della classe politica, che si muovano in una logica di rafforzamento dell'autonomia e dell'autorevolezza dell'Istituto».
La Cgil è convinta che il confronto con le altre banche dell'eurosistema debba necessariamente tener conto delle diversità nelle funzioni svolte dalle singole Banche Centrali, della storia e del contesto socio-economico in cui esplicano la propria azione:
«Se, ad esempio, si analizza la Banque de France – che per storia e funzioni è più vicina alla Banca d'Italia – non emerge uno scenario di arretramento della rete territoriale né di ridimensionamento degli addetti superiore a quello registrato negli ultimi anni in Italia».
La Fisac Cgil Banca Centrale chiede dunque che si apra un confronto con Draghi: «Occorre raccogliere la difficile sfida che i cambiamenti in atto ci impongono di affrontare, pienamente convinti di vivere un momento grave e decisivo per il futuro della Banca Centrale e di chi vi lavora. La struttura attuale delle filiali è più il retaggio del passato che la risposta organizzativa alle funzioni svolte dalla Banca d'Italia in modo decentrato». Bisogna, perciò, inserire compiutamente la riorganizzazione della Banca Centrale nel processo di integrazione europea e nell'affermazione del principio di sussidiarietà «che individua livelli territoriali diversi per l'espletamento delle funzioni istituzionali, delle funzioni di ricerca economica a supporto della politica monetaria, oltre al mantenimento di alcune attività peculiari delle singole banche nazionali (per l'Italia, la tesoreria dello Stato)».

Massimo Giuliano 06/06/2007 8.27