Revisioni auto, insorgono i centri privati: «basta ai rincari»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. «Una beffa ai danni dei contribuenti e dei centri di revisione privati, comunicata oltretutto dalla sera alla mattina». Così il presidente e il segretario regionale di Cna Unione servizi alla comunità, Roberto Di Gregorio e Vincenzo Cicioni, che annunciano lo stato di agitazione del settore, e denunciano l’aumento di un euro e 20 centesimi a carico dei centri di revisione privati per il pagamento dei diritti alla Motorizzazione civile.
«Mentre i centri di revisione rivendicano da anni l'aumento di tariffe ferme dal 1999, mentre l'attività dei centri di revisione privati fa risparmiare tempo e denaro ai cittadini, che in cambio ottengono un servizio qualificato e all'avanguardia, lo Stato pensa bene di aumentare la sua quota parte di diritti, portandoli da 7,80 a 9 euro. E a questa cifra occorre aggiungere un altro euro e 70 centesimi di spese postali. Questa differenza adesso, moltiplicata per tutte le revisioni sin qui effettuate, la dovranno sborsare di tasca propria i titolari dei centri di revisione, che nel frattempo avevano già liquidato agli uffici della Motorizzazione Civile i diritti secondo la precedente ripartizione» protestano i due.
Di Gregorio e Cicioni contestano cifre alla mano l'ultimo balzello della serie: «Dei 41,68 euro complessivi di compenso, alle officine restano 30,98, compresa l'Iva che grava per il 20 per cento sulla tariffa. E' assurdo e inaccettabile che dopo aver lucrato oltre 135 milioni di euro già incassati, ora lo Stato si appresti a mettere le mani su altri 18 milioni, cioè quanto produrranno le differenze per i diritti: tutto mentre il Consiglio di Stato, che pure aveva eccepito sulle richieste di aumento da parte delle officine, non batte ciglio di fronte all'aumento dei diritti da parte dell'esecutivo. Il risultato finale è che lo Stato incamera il 60 per cento del costo della revisione senza sborsare un solo centesimo; mentre le imprese di revisione – che hanno sostenuto fior di investimenti per mettere al passo le proprie tecnologie – devono accontentarsi delle briciole». In Abruzzo sono complessivamente oltre 150 i centri privati autorizzati per le attività di revisione.

04/06/2007 11.31