Abruzzo, poveri in aumento

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Le stime sulla povertà in Italia diffuse dall’Istat recentemente sono preoccupanti. E l’Abruzzo, al riguardo, non è da meno: nel giro di un anno, dal 2006 al 2007, le persone aiutate dal Banco Alimentare sono aumentate del 9 per cento, passando da 30.650 a 33.370, assistite mediante 194 enti convenzionati a fronte dei 179 del 2006.
Di pari passo, sono cresciuti i prodotti donati da imprese agroalimentari, grande distribuzione, Agea (l'agenzia per le erogazioni in agricoltura) e raccolte come la Colletta alimentare di fine novembre o “Insieme c'è più gusto”, la colletta delle aziende: 1.662 tonnellate nel 2006 contro le 1.124 del 2005 (+48 per cento).
I dati sono stati resi noti da Luigi Nigliato e Cosimo Trivisani, rispettivamente presidente e direttore del Banco Alimentare dell'Abruzzo.
«Purtroppo questo trend – commenta Nigliato – è in continua crescita da anni. Ha perfettamente ragione il presidente della Cei, monsignor Angelo Bagnasco, quando dice che sono sempre di più le famiglie che non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese, al punto da chiedere i cosiddetti “pacchi-viveri”: posso confermare che è proprio così, anche in una città come Pescara dove tante famiglie che un tempo erano parte viva del cosiddetto “ceto medio”, oggi sono costrette a trovare il coraggio per bussare a strutture di assistenza per avere dei viveri, così come in tantissimi altri posti della nostra regione».
«Fortunatamente – aggiunge Trivisani – continuano ad aumentare anche le donazioni. Nei primi cinque mesi del 2007, infatti, abbiamo già raccolto più dell'anno scorso, anche grazie a “Insieme c'è più gusto”, la colletta alimentare delle aziende che ha coinvolto tra marzo e aprile circa dieci imprese agroalimentari abruzzesi, che hanno donato oltre 62 tonnellate di prodotti».
«Grazie di cuore a quanti, donando alimenti al Banco, aiutano concretamente oltre 35 mila poveri nella nostra regione – conclude Nigliato -. E' ideologico pensare di risolvere il problema della povertà ipotizzando un mondo senza poveri. Il Vangelo ci ricorda che “gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”. Qui sta la differenza tra volontarismo e carità: la carità è un dono di sé, gratuito e commosso che inizia con un gesto concreto, anche con un pacco di viveri portato a una famiglia bisognosa».

01/06/2007 16.35