Spiagge. Sib, sul libero accesso i balneari esigono chiarezza

Alessandro Biancardi

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Spiagge. Sib, sul libero accesso i balneari esigono chiarezza
ROMA. «Basta con la demagogia sull’uso delle aree demaniali in concessione e basta con il tentativo di sottoporci ad un vero e proprio linciaggio dove, attraverso la strumentalizzazione di canoni, accessi e tariffe, si tende a dare un’immagine fortemente negativa di un’intera categoria» afferma Riccardo Borgo, Presidente del S.I.B. Sindacato Italiano Balneari aderente a F.I.P.E. – Confcommercio che associa circa 10.000 stabilimenti italiani.
«L'argomento che oggi surriscalda l'avvio della stagione estiva 2007 - continua Borgo - è quello relativo agli accessi al mare e al transito sulla battigia. A livello generale il problema, se non fosse gravato da posizioni fortemente demagogiche e da principi astratti, non meriterebbe di sollevare un così ‘fitto polverone'. Infatti in molte località italiane, (in modo particolare quelle generalmente profonde bagnate dall'Adriatico), l'accesso alla battigia per il transito attraverso gli stabilimenti balneari è da sempre possibile».
A Pescara la situazione è particolare e su questa ed altre questioni è stata aperta una indagine della magistratura su presunti abusi edilizi.
«Le nostre sono aziende che devono produrre servizi turistici e, al tempo stesso, fare economia, produrre sviluppo, reddito e creare occupazione», spiega il responsabile di categoria, «assicurando il pieno soddisfacimento dei pubblici interessi attraverso l'offerta dei servizi di spiaggia. Al fine di svolgere tale attività lo Stato ci ha affidato importanti aree di sua proprietà e, da alcuni anni e proprio per rendere più incisivo e moderno il nostro lavoro, ci ha riconosciuto per legge il ruolo di impresa turistica. Come ogni impresa anche le nostre hanno bisogno delle condizioni necessarie per offrire nelle spiagge sicurezza, pulizia, qualità delle attrezzature, alto livello dei servizi. Questo è quanto ci chiedono i nostri clienti e quanto dobbiamo garantire nei loro confronti. E' necessario chiarire se possiamo continuare a fare la nostra parte all'interno del sistema turistico italiano, che proprio nella qualità ha individuato uno dei fattori fondamentali per la sua ripresa e crescita, oppure se dobbiamo pensare ad altro».
Borgo poi si chiede se sia possibile che, per garantire diritti soggettivi ai consumatori che legittimamente vogliono mare e spiagge senza dover necessariamente spendere, si debbano ledere i diritti di altrettanti consumatori che, pagando ma con pari legittimità, chiedono che gli siano riconosciuti.
«Ci sembra di capire che proprio con l'obiettivo di garantire esigenze diverse», ha proseguito Borgo, «ma non necessariamente conflittuali, sia il Vice-Presidente del Consiglio Francesco Rutelli che il Ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi, prima mediante una circolare del Comando Generale delle Capitanerie di Porto e, poi, rispondendo ad una interpellanza dell'On.le Angelo Bonelli, si siano chiaramente e diffusamente espressi in materia. I Verdi stanno predisponendo un “Manuale di autodifesa del bagnante”», conclude Borgo, «ma da chi dovrebbero mai difendersi i bagnanti che rispettano le regole? Non certo dai concessionari demaniali. La speranza è che il manuale indichi diritti reali e non immaginati. Se così sarà coloro che frequentano le spiagge italiane si renderanno conto che nulla è cambiato. Se invece il manuale conterrà invenzioni, e dal tenore della presentazione temo sarà così, l'estate si trasformerà in una continua discussione tra chi vanta diritti inesistenti e chi non può e non vuole riconoscerli a tutela del proprio lavoro, dei diritti dei clienti/turisti, in definitiva del turismo balneare, con la speranza che questa estate tutto ciò non si trasformi in problemi di ordine pubblico».

01/06/2007 9.36