Caramanico:«termovalorizzatori lontani dai centri abitati»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. «Termovalorizzatore è un termine improprio sarebbe più giusto parlare di un impianto di recupero energetico, perché non è ancora stata decisa la tecnica con cui realizzarlo». Sarà, infatti, la Giunta Regionale a stabilire le modalità definitive: tra le ipotesi quella di costruire una macchina capace di trattare solo 160.000 tonnellate di rifiuti. L’assessore Franco Caramanico cerca di fare chiarezza sulla costruzione dei centri per lo smaltimento dei rifiuti che tanto fanno parlare nel mondo e che ora stanno interessando la zona di Chieti scalo dove dovrebbe sorgerne uno.

ABRUZZO. «Termovalorizzatore è un termine improprio sarebbe più giusto parlare di un impianto di recupero energetico, perché non è ancora stata decisa la tecnica con cui realizzarlo».
Sarà, infatti, la Giunta Regionale a stabilire le modalità definitive: tra le ipotesi quella di costruire una macchina capace di trattare solo 160.000 tonnellate di rifiuti.
L'assessore Franco Caramanico cerca di fare chiarezza sulla costruzione dei centri per lo smaltimento dei rifiuti che tanto fanno parlare nel mondo e che ora stanno interessando la zona di Chieti scalo dove dovrebbe sorgerne uno.

Caramanico ha poi escluso che il termovalorizzatore «possa essere costruito nei pressi del centro abitato». Sui tempi di realizzazione l'assessore rimane vago: «posso dire che entro il 15 giugno verrà presentato il piano, poi si vedrà, in base alle decisioni della Giunta».
Sempre ieri Caramanico ha spiegato che entro il 2015 la Regione Abruzzo punta ad utilizzare il 51% di energia proveniente da fonti rinnovabili.
L'occasione è stata fornita nel corso della prima conferenza regionale sull'energia.
«Un traguardo certamente ambizioso» ha dichiarato l'assessore all'Ambiente «che, tuttavia, potrà essere centrato attraverso la definizione, ormai vicina, del redigendo piano energetico regionale che rappresenta un fondamentale strumento di programmazione. Ma anche attraverso l'impiego di buone pratiche e di programmi improntati all'efficienza energetica ed allo sviluppo dell'energia rinnovabile. Ovviamente», ha continuato «senza trascurare l'utilizzo dei combustibili fossili tradizionali che, sempre attraverso l'adozione delle migliori tecnologie, possa portare ad una riduzione delle emissioni in atmosfera».
Al momento, l'Abruzzo accusa un deficit energetico pari al 34% del fabbisogno totale.
«Tuttavia», ha chiarito Caramanico «entro la fine del 2008, grazie all'attivazione della centrale turbogas di Gissi, contiamo di ribaltare la situazione arrivando ad un +32% di produzione energetica».
Due sono gli aspetti chiave indicati dall'assessore: quello ambientale, soprattutto in rapporto al protocollo di Kyoto, «dove siamo ancora piuttosto indietro», ed in particolare alle variazioni climatiche, e quella della sicurezza energetica, specie in rapporto agli anni futuri.
«Per questo, occorre compiere scelte definitive» ha rimarcato Caramanico nel suo intervento «e, a tal proposito, sono state già approvate le modifiche alla legge sulla tutela ambientale così come le linee guida relative alla realizzazione dei parchi eolici. In relazione, poi, al piano regionale dei rifiuti» ha concluso Caramanico «la raccolta differenziata è fortemente ancorata al riuso dei materiali. Il che comporterà, conseguentemente, un sensibile risparmio energetico».
Altro strumento fondamentale è quello della legge urbanistica regionale che stabilisce regole precise per il governo del territorio e che prevede compensazioni economiche per aree vincolate.

01/06/2007 9.22