Balneatori:«imbarazzo sui canoni ed ingerenza della Agenzia del demanio»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. La direzione regionale della Fiba, organizzazione di categoria dei balneatori aderenti a Confesercenti, ha scritto al ministro dei trasporti Alessandro Bianchi denunciando «grave disorientamento in Abruzzo tra i concessionari balneari a causa di una non chiara determinazione ed applicazione dei canoni demaniali 2007».
L'Agenzia del Demanio, pur non avendo alcuna competenza in merito alla determinazione ed alla riscossione dei canoni, infatti «ha dettato ai Comuni costieri indicazioni e linee guida in materia. Circostanza» dicono i vertici di Fiba «che ha ingenerato dubbi e perplessità sul metodo seguito e nel merito degli specifici importi dei canoni richiesti. La cosa che ci preme sottolineare è che in ogni caso, a prescindere dall'ammontare delle misura unitaria dei canoni da applicarsi in concreto, non vediamo alcun riferimento normativo che autorizzi l'Agenzia del demanio ad ingerirsi in siffatta materia. Il concerto previsto dai commi 21, 22 e 23 dell'articolo 32 del Dl 269/2003 ("Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze … sono rideterminati i canoni annui …") è stato infatti abrogato dalla legge 296/2006».
Per tali motivi i balneatori chiedono che il ministero dei trasporti «voglia definitivamente fare chiarezza sulla materia, precisando, se necessario, che allo stato debbono trovare applicazione le misure dei canoni previste dal Decreto 21 novembre 2006, pubblicato sulla G.U. n. 83 del 10/4/2007, eventualmente salvo conguaglio, e che nessuna competenza in tale materia è ascrivibile in capo all'Agenzia del demanio».

I RIFERIMENTI NORMATIVI

Infatti, a norma dell'art. 5 del Dpr 296/2005, all'Agenzia del demanio sono demandati esclusivamente compiti di controllo sui beni immobili di proprietà dello Stato, e la dichiarazione di decadenza per inadempimento degli obblighi derivanti dalla concessione prevista dal 1° comma del predetto art. 5, essendo in vigore l'art. 47 del Codice della Navigazione, fonte normativa di rango superiore ad un atto regolamentare quale il citato Dpr, dovrà necessariamente essere disposta dall'Autorità marittima (oggi i comuni, ieri le Capitanerie di Porto) e non già dall'Agenzia del demanio. I problemi di coordinamento derivanti da una produzione normativa compulsiva non riguardano però la materia della determinazione e riscossione dei canoni.
«E' vero» ricordano le imprese balneari «che l'art. 03 del d.l. 400/1993 è stato modificato dalla legge 296/2006, ma la modifica non ha riguardato l'art. 04 del d.l. 400/1993, e per tale motivo i canoni annui relativi alle concessioni demaniali marittime sono aggiornati annualmente, con decreto del Ministero della Marina mercantile, oggi Ministero dei Trasporti. Correttamente pertanto il Ministero dei Trasporti con Decreto 21 novembre 2006, pubblicato sulla G.U. n. 83 del 10/4/2007 ha stabilito l'aggiornamento delle misure dei canoni annui relativi alle concessioni demaniali marittime per l'anno 2007. E' indubitabile» dice ancora Fiba Confesercenti «che tale decreto pone problemi di coordinamento con le disposizioni in materia di misure dei canoni contenute nella legge 296/2006, legge che è stata pubblicata sulla G.U. del 27/12/2006, n. 299, poiché le leggi e i regolamenti divengono comunque obbligatori nel decimoquinto giorno successivo a quello della loro pubblicazione (art. 10 delle disposizioni sulla legge in generale)».

25/05/2007 11.28