Artigianato, organizzazioni d’impresa contro taglio della Commissione regionale

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Gli organismi dell’artigianato? Fa male la Regione a infilarli nel calderone degli enti inutili che producono costi insostenibili per le casse dell’ente e a prendere decisioni senza alcuna consultazione preventiva con le organizzazioni d’impresa. Rischiando così di provocare un danno grave ai piccoli imprenditori abruzzesi.
E' questo il senso della dura lettera inviata al presidente della giunta regionale Ottaviano Del Turco, all'assessore alle Attività produttive Valentina Bianchi, al presidente del Consiglio regionale Marino Roselli ed ai capigruppo a palazzo dell'Emiciclo, dai presidenti regionali delle quattro sigle principali del settore: Franco Cambi della Cna; Carmine Di Censo della Confartigianato; Ferdinando Buccella di Casartigiani e Federico Del Grosso della Claai.
Oggetto del contendere, «il processo di razionalizzazione della spesa pubblica e di soppressione di enti e comitati definiti “inutili”».
«Leggiamo con stupore - scrivono - che la giunta regionale ha deliberato di includere nell'elenco la Commissione regionale per l'artigianato. Vogliamo sottolineare che questi organismi sono istituite con legge nazionale (la numero 443/85), svolgono compiti importanti per il settore e non rientrano nella casistica individuata dalla Regione. Per questo riteniamo che non possano né debbano essere sciolte».
Cna, Confartigianato, Casartigiani e Claai contestano poi radicalmente il metodo seguito: «Siamo sconcertati dal fatto che su tali importanti provvedimenti non siano state minimamente sentite le Confederazioni artigiane, non tenendo in conto gli impegni alla concertazione che la Regione aveva assunto come metodo fondamentale per governare e per legiferare. E questo nonostante la Regione avesse cominciato a trattare le problematiche dell'Artigianato nel migliore dei modi, istituendo il tavolo di lavoro per la modifica del testo unico sull'artigianato. Un metodo di cui più volte abbiamo dato atto pubblicamente all'assessore Bianchi di lungimiranza ed equanimità».
Per i presidenti di Cna, Confartigianato, Casartigiani e Claai «gli enti inutili sono ben altri ed assorbono risorse molto più rilevanti. Se si vuole fare una vera azione di razionalizzazione della spesa e di abbattimento dei costi della politica, occorre cominciare ad incidere su altri enti e società, riducendone drasticamente il numero e quello dei relativi amministratori. Per fare un solo, significativo esempio, quelli legati al ciclo dell'acqua o all'edilizia residenziale. Aspettiamo decisioni altrettanto coraggiose sulla rivisitazione e ristrutturazione di tutti gli enti e le società a partecipazione regionale che assorbono quote significative di bilancio e su cui la Regione da tempo si è impegnata ad intervenire».

«COMMISSIONE REGIONALE, POCHI EURO PER IL SUO FUNZIONAMENTO»


Le critiche manifestate da Cna, Confartigianato, Casartigiani e Claai, cifre alla mano, si indirizzano anche all'effettiva entità dei costi legati alla gestione degli organismi della categoria: «Le Commissioni regionale e provinciali per l'artigianato sono composte per la maggior parte da imprenditori, sono remunerate da sempre esclusivamente con un gettone di presenza lordo onnicomprensivo di 40 euro a seduta (per la Cpa) e di 61 euro (per la Cra). Nel 2006 l'attività istituzionale della Commissione regionale è costata alla Regione meno di 50mila euro».
Ma è soprattutto sui timori legati a possibili danni provocati alle piccole imprese, che i quattro presidenti rivolgono i loro strali: «Nelle quattro Camere di commercio sono ferme centinaia di pratiche presentate dagli imprenditori artigiani. Pratiche che non possono essere esaminate perché le stesse commissione provinciali sono scadute e il Consiglio regionale non ha ancora provveduto ad approvare la legge di rinnovo. Ma di tutto ciò si tace».
A detta di Cambi, Di Censo, Buccella e Del Grosso, scesi in campo per far sì che «che gli artigiani non subiscano danni o ripercussioni negative da questa decisione e possano continuare ad avere, in tempi rapidi, il rilascio dei certificati e di ogni altra documentazione necessaria allo svolgimento della propria attività», la Regione intenderebbe disdire la convenzione con le Camere di commercio, che regola attualmente il funzionamento delle commissioni ospitate all'interno dei quattro enti camerali abruzzesi. A Del Turco ed agli altri destinatari della lettera, i presidente delle associazioni dell'artigianato comunicano l'avvio «di iniziative per evitare lo smantellamento degli organi di autogoverno della categoria, ma soprattutto che si producano danni agli imprenditori artigiani».

23/05/2007 9.40

[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=10065]IL TAGLIO DELLE 25 COMMISSIONI[/url]