Denuncia Fit Cisl: «in Abruzzo le ferrovie chiudono»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Con l'approssimarsi del nuovo orario, in vigore da giugno, «assistiamo all'ennesimo colpo assestato al sistema ferroviario della nostra Regione, con il chiaro intento di ridurre al lumicino la presenza e la produzione del Gruppo FS». La denuncia arriva dalla Fit Cisl a cui non piace la ventata di rinnovamento della compagnia ferroviaria.

ABRUZZO. Con l'approssimarsi del nuovo orario, in vigore da giugno, «assistiamo all'ennesimo colpo assestato al sistema ferroviario della nostra Regione, con il chiaro intento di ridurre al lumicino la presenza e la produzione del Gruppo FS». La denuncia arriva dalla Fit Cisl a cui non piace la ventata di rinnovamento della compagnia ferroviaria.

«Sia la lunga percorrenza che il trasporto locale sono interessati da ricadute negative». Vediamo cosa cambia: per i treni a lunga percorrenza «la produzione viene spostata nelle regioni limitrofe come Marche e Puglia con un conseguente calo dei livelli occupazionali nella nostra regione, in particolare per le figure professionali di Macchinista e Capo Treno».
Una situazione ancor più negativa, secondo la Filt, «se si considera che simili scelte aziendali comportano un costo maggiore derivante da una organizzazione del lavoro più onerosa, facilmente documentabile, e che ovviamente a risentirne sono le tasche dei contribuenti, compresi quelli abruzzesi che si vedono così danneggiati due volte».
Anche sul fronte del trasporto locale ci sono novità: «meno collegamenti, taglio di servizi ed una consequenziale riduzione di investimenti, sia in uomini che in mezzi».
Nei mesi scorsi il sindacato aveva già aperto una vertenza supportata da ben tre scioperi regionali e si era raggiunta un'intesa presso l'assessorato regionale ai Trasporti con i massimi vertici di Trenitalia.
Alla base dell'accordo c'erano apporti di personale, livelli costanti di produzione, riconoscimento dell'importanza del ruolo delle ferrovie nel trasporto pubblico locale abruzzese, «che sono stati puntualmente disattesi».
«Nella nostra Regione paghiamo innanzitutto l'incapacità manageriale», continua la segreteria Fit Cisl, «di chi è deputato a gestire la Direzione Regionale, capace di risolvere i problemi del trasporto ferroviario con la grande intuizione di sostituire i treni con i pullman, come ad esempio avviene con il collegamento su Napoli nella tratta Pescara - Sulmona a causa della mancanza di personale (di assumere giovani abruzzesi non se ne parla nemmeno)».
A questo si aggiungerebbe «la politica dell'abbandono dei territori cosiddetti deboli da parte di Trenitalia che ha già fatto sapere, tramite l'Amministratore Delegato del Gruppo, che valuterà su quali Regioni investire nel comparto del trasporto pubblico, e tra queste Regioni non compare l'Abruzzo».

19/05/2007 11.42