L'Espresso sulla Sanità abruzzese: «cento milioni alla loro salute»

Alessandro Biancardi

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L'Espresso sulla Sanità abruzzese: «cento milioni alla loro salute»
ABRUZZO. Ancora un articolo impietoso sulla gestione della sanità abruzzese. Non quella che si fa nei reparti tra i malati o nelle corsie dei nosocomi, ma quella che si gestisce nelle stanze del potere e dell'amministrazione contabile. E non quella di oggi, ma quella di ieri, quando a capo della giunta regionale c'era il governatore Giovanni Pace di Alleanza Nazionale. Il numero in edicola a partire da oggi dell'Espresso ricostruisce la «gigantesca truffa contabile a vantaggio dei baroni delle cliniche private» in un articolo di Primo Di Nicola.  L'ARCHIVIO COMPLETO SULLA FIRA - L'INCHIESTA SULLA EX DELVERDE - I PROBLEMI DI VINCENZO ANGELINI
Potrebbe non essere un caso che se ne parli adesso, in campagna elettorale, da una parte, ma di certo ora le indagini penali e della Corte dei Conti su questo aspetto stanno per giungere al capolinea e lo scenario che si delinea è più inquietante che mai.
E' questione di mesi ormai la definizione di inchieste come quelle sulla Fira, Delverde (già fuori tempo massimo e incappata in un ritardo non meglio identificato), cartolarizzazione. Per non parlare di Montesilvano che ha falcidiato una parte della vecchia giunta di centrosinistra guidata dall'ex sindaco Cantagallo (Margherita) e che vede tutt'ora sotto inchiesta moltissimi personaggi ed attori di ieri e di oggi. Su questo versante non mancheranno altre sorprese per nuovi ingressi di indagati e la scoperta di vicende che affondano anche nella precedente stagione amministrativa.
Tutte inchieste che hanno come comune denominatore il guasto della politica con spunti e deformazioni più o meno originali.
Intrecci e rapporti, si diceva, quelli delineati dall'Espresso, ancora tutti da chiarire tra i proprietari delle case di cura, Asl e Fira, l'agenzia che lavorava per la Regione e si sarebbe dovuta occupare della cartolarizzazione dei debiti della sanità. «I soliti noti delle case di cura», ricostruisce il giornalista sulla scorte delle indagini degli ultimi mesi degli investigatori, «sono riusciti a mettere le mani su un tesoretto da 100 milioni di euro». Cifra che oggi fa riflettere perché la Regione adesso è costretta a svendere immobili e proprietà pur di far quadrare di nuovo i conti.
E poi dettagli lanciati in anteprima e scovati dal settimanale:«L'Espresso ha scoperto che agli inizi del 2005, uno dei "beneficiati" dalla prima cartolarizzazione, Vincenzo Maria Angelini, (imprenditore nella sanità privata) dopo un incontro a Roma con il coordinatore Sandro Bondi e l'europarlamentare Paolo Bartolozzi (spedito da Berlusconi in Abruzzo per riappacificare il partito) ha versato 500 mila euro a Forza Italia attraverso cinque sue società: Maristella, Novafin, Sanstefar, Villa Pini e Santa Maria».
E non basta. Gli investigatori stanno ricostruendo «il giro di denaro avviato da Angelini con la Humangest srl attraverso una sponsorizzazione di un team motociclistico (Humangest Racing team) che partecipava al campionato del mondo: circa 20 milioni di euro, una cifra considerata esagerata». Ma già a partire dal 2003, come ha verificato anche la Corte dei Conti, le cliniche private avrebbero commesso irregolarità».
Secondo le Fiamme Gialle di Pescara si era intessuto uno strano rapporto tra la Casa di Cura «Villa Pini» di Chieti, l'assessorato alla sanità della Regione Abruzzo e la Asl di Chieti. E lo stesso Angelini, in questi
mesi, è stato iscritto nel registro degli indagati per truffa. Secondo gli
investigatori l'imprenditore della Sanità privata avrebbe usufruito in piena era Masciarelli di 300 mila euro.
«Poi ne ho restituiti 400 mila», ha replicato l'imprenditore.
«La brutta storia», continua oggi L'Espresso nel suo articolo, «inizia nel 2004 quando l'allora governatore Giovanni Pace (An) decide di ripianare i debiti sanitari: tutti soldi che le Asl dovevano pagare alle cliniche private. Si tratta della giunta di centrodestra che fino all'aprile del 2005 ha amministrato l'Abruzzo» e giù una sfilza di nomi noti e notissimi della politica abruzzese: «gli assessori Mario Amicone, Alfredo Castiglione, Giorgio De Matteis, Massimo Desiati, Donato Di Fonzo, Vito Domenici, Leo Orsini, Antonio Prospero, Bruno Sabatini, Francesco Sciarretta».
«Sotto accusa», ricorda Di Nicola, «sono finiti anche tre direttori generali di altrettante Asl e l'intero consiglio d'amministrazione della Fira con in testa l'ad Giancarlo Masciarelli, già finito in carcere per associazione a delinquere e truffa per i finanziamenti erogati a società fantasma».
Storie che ricordiamo molto bene anche se si tende a dimenticare.


18/05/2007 12.33