Nasuti (Fli):«Fedeli al programma, ma la Regione si deve muovere»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Lunedì le adesioni sicure a Futuro e libertà nel Consiglio regionale abruzzese erano due.
 

Martedì siamo a tre con l’arrivo di un consigliere della provincia di Teramo (un pezzo pregiato che avrà un ruolo di primo piano per la sua esperienza e per la sua storia), oggi mercoledì alcuni contatti definitivi potrebbero far salire a quattro le adesioni. Ma Emilio Nasuti, che è stato il primo a seguire Fini, sotto sotto spera che giovedì potrà annunciare che il gruppo è composto da cinque consiglieri alla regione e da molti amministratori sul territorio.

Sempre per oggi è previsto anche un incontro con l’onorevole Giampiero Catone, per coordinare meglio le iniziative comuni e calibrare le “punzecchiature” alla maggioranza del Pdl ed al presidente Chiodi. L’ordine che è arrivato da Fli nazionale è di tenere il freno a mano tirato nelle polemiche e di riaffermare la fedeltà assoluta al programma elettorale.

«Noi saremo leali al programma elettorale – spiega con chiarezza Emilio Nasuti – ma vogliamo essere di sprone ad una maggioranza che finora è stata un pò ferma. D’accordo: c’è stato il terremoto. Ma questo non può essere l’alibi per tutto l’altro Abruzzo che aspetta le riforme promesse: i Consorzi, gli Ater, la sanità, per dire alcuni punti di attualità, ma anche tante altre cose».

 In realtà il Consiglio regionale e la maggioranza in particolare sono stati ostaggio del Piano sanitario proposto dal sub commissario Baraldi: «Fermo restando che i tagli erano obbligati, come tutti sanno, questo non significa che a pagare debbono essere i cittadini delle zone interne che hanno gli stessi diritti degli altri – continua Nasuti - Quindi contestualmente andava e va fatto un aggiornamento della rete dell’emergenza, così come va potenziata la medicina sul territorio. E questo non è contestare Chiodi, ma difendere il territorio».  Ma sono le solite proposte, le buone intenzioni di cui è lastricata la via dell’inferno… «Forse è vero se le cose restano così – conclude Nasuti – ma Fli vuole accelerare la realizzazione concreta del programma, tradurre in atti concreti le promesse».

Meno propositiva, invece, e più giocata sul piano della critica vivace la risposta dell’onorevole Catone alle dichiarazioni del presidente Chiodi sugli «straordinari risultati» del suo governo regionale. Secondo l’onorevole che a livello nazionale è uscito dal Pdl per appoggiare Fini, in realtà di straordinario c’è solo il ritardo con cui la Regione arranca per mantenere le promesse elettorali: «mancato impiego dei fondi comunitari, mancata formulazione di un obiettivo strategico per uscire dalla crisi, totale assenza di una prefigurazione di nuove alleanze  comunitarie e di iniziative forti per rilanciare il lavoro in Abruzzo – specifica Catone - la Regione è stata carente anche nella definizione degli impegni di spesa per il vecchio programma comunitario ed è in notevole ritardo sul quinquennio 2007/2013. Non sono stati rilanciati progetti come l’Ape, Appennino Parco d’Europa (che è il più importante Progetto di Sistema avviato in Italia per la conservazione della natura e lo sviluppo sostenibile), non è stata sfruttata l’opportunità del Corridoio 8 (la via più breve dall’Italia all’Europa balcanica e orientale) e non si è investito sulla formazione professionale, seguendo i mutamenti sociali e le richieste del mercato. Altro che risultati straordinari del governo Chiodi….».

«Futuro e Libertà ancora in fasce già si sfascia», commenta il capogruppo regionale, Gianfranco Giuliante (Pdl), «Nelle settimane precedenti, l’on. Urso ha indicato in Gianni Chiodi uno dei migliori Presidenti del centrodestra. Catone, “onorevole abruzzese del movimento finiano”, esplicita una serie di critiche che mettono in discussione i primi 18 mesi di lavoro del governo regionale. Precisa che “sono molte le carenze della giunta Chiodi” con ciò implicitamente sfiduciando, non tanto e non solo, Chiodi, ma anche e soprattutto Alfredo Castiglione, vicepresidente con deleghe pesanti. Ci apettiamo che Castiglione replichi difendendo il lavoro di un organo collegiale di cui fa parte. Ma, riteniamo che ciò non possa bastare, perché mentre quella di Catone è un accusa politica, quella di Castiglione potrebbe apparire una difesa dell’intiero per salvaguardare una parte: la sua. Chiediamo, quindi, che il FLI abruzzese chieda a Giampiero Catone di rettificare la sua analisi, che con affondi puntuali delegittima il lavoro dell’amministrazione di centrodestra nella Regione Abruzzo. Alla luce di quanto accaduto, nella mia veste di Capogruppo del PDL ho concordato con il Presidente Chiodi una riunione dei gruppi di maggioranza per le ore 17.00 di venerdì 8 ottobre nella sede dell’Ufficio di Presidenza della Regione Abruzzo, in viale Bovio a Pescara, per affrontare problemi correlati alla nuova situazione determinatasi in Regione».

 Sebastiano Calella  06/10/2010 9.30