Toto (Fli): «Chiodi poco trasparente brucia 11 mln in spese legali»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Un anno e più per rispondere all’interrogazione parlamentare e per consentire l’accesso ai documenti.

Accesso onsentito dalla legge ed imposto alla Regione Abruzzo dal Tar, la cui sentenza non è stata presa molto sul serio. Date e cifre sulle spese sopportate dalla Regione Abruzzo nel contenzioso legale per difendere scelte «indifendibili» sono state il leit motiv della protesta dell'onorevole  Daniele Toto, coordinatore regionale Fli, ieri in conferenza stampa a Pescara. Toto ha tuonato contro «l'inerzia illegittima e dissipatrice» della Regione che ha negato a lungo l'accesso agli atti chiesto da alcune cliniche e dall'Aiop alla Asl Avezzano-Sulmona. Ed ha attaccato anche il ministro della salute Ferruccio Fazio che ha risposto alla sua interrogazione dell'ottobre 20101 solo il 20 ottobre 2011, con colpevole ritardo. Il che ha dimostrato nel ministro, ha detto Toto, «una sensibilità civica anche peggiore rispetto a quella censurata nei confronti della Regione». Queste dunque le date: 14 settembre 2009 richiesta di accesso agli atti da parte dell'Aiop. Dopo il rifiuto c'è il ricorso al Tar che il 13 gennaio 2010 sentenzia che la Regione ha torto a negare l'accesso. A ottobre parte l'interrogazione parlamentare di Toto, il ministro risponde l'anno successivo, cioè il 20 ottobre 2011, spiegando che gli atti sono stati consegnati l'anno prima. Ma lo scandalo, ha aggiunto il coordinatore regionale Fli, va oltre questo «disinteresse» per la trasparenza e per lo scarso peso dato al sindacato ispettivo della Camera dei Deputati in materia di sanità, come in questo caso.

«Il comportamento omissivo, se non peggio, della Regione o del Commissario va censurato – ha aggiunto Toto - anche per le conseguenze di natura economica che ha avuto e potrebbe avere sul bilancio della Regione». Il che è dimostrato, secondo il coordinatore di Fli - dall'eccessivo peso delle spese per i contenziosi legali. Secondo i dati riportati dal Sole 24 ore del 19 settembre scorso, l'Abruzzo avrebbe speso quasi 11 milioni di euro per parcelle legali, il doppio delle Marche e della Toscana e più della Lombardia e del Lazio.

«Questo comportamento la dice lunga su come intende la democrazia il Commissario Chiodi che non solo costringe il cittadino a far ricorso al Tar per veder riconosciuto un suo diritto, ma carica sulle tasche di tutti il costo delle spese delle cause perse e, come in questo caso, nemmeno appellate», ha chiosato Toto. In realtà se si pensa che la chiusura dell'ospedale di Guardiagrele o di Casoli a regime portano ad un risparmio di un paio di milioni di euro, con le spese legali pagate si poteva evitare di chiudere anche tutti gli altri piccoli ospedali.

«Ma se Fazio è rimasto indifferente a tanto sfasciume istituzionale – ha concluso l'esponente di Fli – io mi batterò in Parlamento contro questo andazzo rovinoso della Pubblica amministrazione. Alla fine dovrà pagare chi ha sbagliato a negare i diritti dei cittadini, sia esso un burocrate che un politico o un amministratore pubblico».

 Lo stupore e la protesta di Toto riguardano anche un altro aspetto: la risposta del ministro all'interrogazione è composta di quattro righe in cui si riferiscono le notizie fornite da un funzionario della Prefettura dell'Aquila, senza nessun approfondimento sul perché il Governo non ha fatto quello che l'interrogazione chiedeva e cioè di imporre al Commissario, nominato dal Governo, la «cessazione di un comportamento inaccettabile da un ufficio pubblico».

 Di qui una sua nuova interrogazione sulla vicenda. Ma anche un sospetto: il commissario Chiodi poteva comportarsi così perché di fatto aveva carta bianca dal Governo. Ora questa mancata trasparenza appartiene al passato?

Sebastiano Calella  15/11/2011 9.24