Di Pietro, aspettando Monti: «non daremo fiducia a prescindere»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. «Contro natura», secondo l'ex pm di Mani pulite, «una concertazione tra Cicchitto e Bersani», «demoniaco» invece un futuro accordo tra Idv e il centrodestra.

E' stato chiaro questa mattina a Pescara il leader dell'Italia dei Valori che ha parlato dell'attuale situazione politica, non ci sarà alcuna fiducia al nuovo governo che sta per insediarsi fino a quando non si scopriranno le carte. Il momento è delicatissimo. Monti dovrà presentare adesso la sua squadra di tecnici e l'Italia è in fermento. «Aspettiamo di vedere i tecnici scelti», ha spiegato Di Pietro, arrivato questa mattina nel capoluogo adriatico, «non ritengo che ci debba essere una maggioranza politica che appoggi questo Governo, ma solo un rapporto corretto e istituzionale delle Commissioni parlamentari».

«Vogliamo conoscere il programma e i tempi nei quali si intende riconsegnare, a legge elettorale avvenuta e a referendum effettuato, l'attività di governo alla fase democratica, cioé le elezioni».

Di volta in volta Di Pietro ha chiarito che il suo partito valuterà i provvedimenti che il Governo vorrà varare, «apprezzandoli o denunciandoli dall'esterno», senza alcuna partecipazione ad eventuali coalizioni, perché «non mi ci vedo proprio nelle riunioni di maggioranza con quelli del centrodestra, sarebbe un rapporto contro natura».

Di Pietro ha poi ribadito la necessità di tornare al voto ma «prima di tornare alle urne - ha aggiunto - è fondamentale cambiare la legge elettorale». «In democrazia - ha sottolineato - quando un governo e la sua maggioranza parlamentare hanno fallito e non hanno più la fiducia dei cittadini, bisogna ridare la parola agli elettori. Qualsiasi altra soluzione o è pasticciata, o è da regime, o é, e non può che essere, transitoria e solo in via di emergenza».

Il leader dell'Idv ha ricordato il milione e 200mila firme raccolte in estate per il referendum, «unica soluzione possibile»: «il parlamento volendo potrebbe fare la nuova legge elettorale in poche settimane - ha detto -, ma ci credo poco che voglia farla, altrimenti l'avrebbe già fatta».

'D'ACCORDO SU PATRIMONIALE, MA SI VALUTINO LIMITI E MODALITA"

I problemi più importanti da affrontare secondo l'esponente dell'Idv sono il debito pubblico e il rapporto del Pil. «E' da questa azione di governo che noi intendiamo valutare positivamente o meno l'azione del candidato presidente Monti».

Per quanto riguarda la patrimoniale «riteniamo che anch'essa sia uno dei temi da affrontare, ma dipende dal limite da cui si deve partire e soprattutto se sia di tipo mobiliare o immobiliare». «Se fossi al posto di Monti - ha infatti concluso Di Pietro - la prima cosa che farei sarebbe mettere un contributo di solidarietà dal 5 al 7% sui patrimoni scudati e chiederei che la Svizzera realizzi anche con l'Italia, così come con la Germania, la convenzione» sulla tassazione dei patrimoni.

Di Pietro non crede che ci possano essere riunioni di maggioranza tra Cicchitto e Bersani «perché sarebbero contro natura, e se fossero tra Idv e Pdl sarebbero addirittura demoniache».

Ma occorre un rapporto diretto tra «Governo e Commissioni parlamentari in relazione alle singole materie, cioé un rapporto istituzionale». «Quello che noi chiediamo - ha aggiunto Di Pietro - è che non ci sia più un rapporto Governo-gruppi di maggioranza, come fino ad ora c'era, ma che ci sia un rapporto diretto tra Governo e commissioni parlamentari in relazione alle singole materie, cioé un rapporto istituzionale. Non ci siano più riunioni di segreteria o meglio di sagrestia dietro al Parlamento - ha concluso Di Pietro - ma solo all'interno di esso».

 

14/11/2011 14.04