Nasce Futuro e libertà anche in Abruzzo, cambiano equilibri e vertici del Pdl

Alessandro Biancardi

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NASUTI DI STEFANO

NASUTI DI STEFANO

ABRUZZO. Sono solo due i componenti di “Futuro e libertà per l’Italia” nel gruppo alla Regione? O saranno di più?

E’ molto incerta l’attesa per la presentazione di Fli che ci sarà giovedì pomeriggio a Pescara nella sede di Piazza Unione.

Perché se si muove Adolfo Urso, vice ministro per le attività produttive, uno degli esponenti più preparati di An e molto vicino a Gianfranco Fini, vuol dire che la cosa è seria. Cioè non è di breve respiro politico l’operazione messa in piedi in Abruzzo dal consigliere regionale Emilio Nasuti (il primo a fare la scelta di rimanere fedele a Fini) e da Alfredo Castiglione, vice presidente della Giunta Chiodi. Tradotto, potrebbe significare che i consiglieri saranno almeno il doppio, forse 5: si parla di due consiglieri della provincia di Chieti, uno dell’Aquila, uno di Pescara, uno di Teramo. Sarebbe un gruppo in grado di condizionare l’attività dell’esecutivo al momento del voto in aula, di ridimensionare sul territorio gli ex An rimasti nel Pdl e di indebolire in Giunta ed in Consiglio regionale gli esponenti di area finiana che però hanno abbandonato Fini, dopo averlo seguito in tutta l’evoluzione dal Msi ad Alleanza nazionale al Pdl, raccogliendo consensi e voti su quella linea.

A questi tre effetti, la nascita di Fli aggiunge un riflesso molto importante sulla scena politica regionale e cioè la necessità di ridisegnare i coordinamenti regionali e provinciali del Pdl, creati con la rappresentanza della doppia anima di FI e di AN. Così Piccone e Di Stefano, coordinamento regionale, così in tutte le province, dove un coordinatore di un’area era “aiutato” da un vice di altra area. Il che potrebbe essere l’occasione per cambiare i coordinatori che a dire il vero fino ad oggi hanno coordinato ben poco a tutti i livelli e spesso sono stati superati sul territorio dalle uscite a gamba tesa di molti onorevoli e senatori Pdl che si sono mossi in assoluta libertà. Questo è avvenuto un pò per indisciplina di partito, un pò per uscire dall’emarginazione a cui li aveva condannati il Pdl ufficiale (vedi la spaccatura tra senatori, tutti pro-Piccone ed onorevoli, tutti contro Piccone), un pò per recuperare il peso politico che il Governatore Chiodi gli aveva tolto.

CON LA NASCITA DI FUTURO E LIBERTÀ, IL PDL SARÀ COSTRETTO A RINNOVARSI

Il tutto in una confusione di ruoli e di linee, come è capitato l’altro ieri quando Gianfranco Giuliante è stato costretto ad indossare i panni del pompiere (proprio lui, protagonista di battaglie interne molto vivaci) per smorzare l’incendio delle improvvide dichiarazioni del senatore Andrea Pastore contro l’inchiesta giudiziaria sui rifiuti paragonata ad un soufflé. In realtà quello che si sta sgonfiando con l’iniziativa di Nasuti e con Fli è il Pdl autoreferenziale che si era insediato in Abruzzo, mentre all’orizzonte si intravedono le lotte per le prossime candidature alle politiche. E così la scelta di Giampiero Catone a favore di Fli sembra motivata anche dalla sua impossibilità di una riconferma della sua candidatura nel Pdl della Campania (dove attualmente è eletto), così Marcello De Angelis, già senatore a Chieti imposto da Di Stefano ed ora onorevole anti-Di Stefano all’Aquila, lascia il Pdl anche perché così non sarebbe stato mai ricandidato.

Nel campo berlusconiano invece, come spesso capita in politica, la sconfitta dell’immagine unitaria del Pdl potrebbe essere l’occasione per un rilancio delle forze moderate che si richiamano al Presidente del consiglio. E non è un caso che i Club della libertà, che fanno capo all’onorevole Mario Valducci (braccio destro del fondatore del partito e potente presidente della Commissione trasporti), sono stati chiamati a fine ottobre ad una manifestazione a Lanciano per rilanciare il Pdl e forse per indicare una nuova dirigenza, almeno in provincia di Chieti.

Sebastiano Calella  05/10/2010 9.50