Manovra, il destino incerto dei piccolissimi comuni montani abruzzesi

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Che ne sarà delle comunità montane abruzzesi quando il decreto 138 (“misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo”)  diventerà legge a tutti gli effetti?

L'AQUILA. Che ne sarà delle comunità montane abruzzesi quando il decreto 138 (“misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo”)  diventerà legge a tutti gli effetti?

Nessuno lo sa. Ed è per questo che il presidente del gruppo Verdi in Consiglio regionale, Walter Caporale, ha presentato un'interrogazione. Il comma 1 dell'articolo 16 del decreto parla chiaro: per ridurre i costi degli Enti locali, i Comuni con popolazione sotto i 1.000 abitanti per continuare ad esercitare tutte le funzioni amministrative saranno costretti ad unirsi (dando vita ad unioni municipali). E la stessa legge vuole che le Unioni di comuni delle aree montane abbiano almeno 3.000 abitanti.

Si procederà in questo modo: entro sei mesi dall'entrata in vigore della legge (dunque entro la metà del prossimo marzo 2012) i consigli comunali dei comuni sotto i 1.000 abitanti dovranno deliberare “una proposta di aggregazione” e trasmetterla alla Regione, la quale, entro il 31/12/2012, provvederà a “sancire l'istituzione di tutte le Unioni del proprio territorio”.

La Regione, però, ha il potere entro due mesi dall'entrata in vigore della legge di conversione del decreto di individuare diversi limiti demografici, cioè stabilire un tetto diverso da quello previsto. Il problema, in Abruzzo, è che  in molte zone montane, raggiungere la cifra di 3.000 abitanti è impresa ardua soprattutto se alcuni comuni montani con popolazione sopra i 1.000 abitanti si rifiutano di unirsi con altri per raggiungere la quota predetta.   «Per questo», dichiara Caporale, «ho chiesto al presidente della Giunta regionale quale iniziative si stanno studiando per individuare diversi limiti demografici, onde evitare che tanti piccoli Comuni montani, ricchi di storia e di tradizioni civiche, perdano la loro identità amministrativa (e non solo)».

 m.b.  25/10/2011 8.42