Giustizia ed economia: «La crisi? Causa anche del mancato rispetto delle regole»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3617

Giustizia ed economia: «La crisi? Causa anche del mancato rispetto delle regole»
CHIETI. La crisi economica è frutto del mancato rispetto delle regole.

Dove il Diritto viene calpestato, i gruppi di potere - meglio sarebbe chiamarli con la parola lobby, che però non è mai stata pronunciata – prendono il sopravvento sullo Stato e per i cittadini sono guai. In estrema sintesi, questo ha detto ieri Michele Vietti, vicepresidente del Consiglio superiore della Magistratura, ospite d’onore e relatore principale di una tavola rotonda su “Giustizia ed Economia, la tutela dei cittadini al centro del sistema”, organizzata alla Provincia di Chieti.

Il tutto condito da ampi riferimenti filosofici e da un’accurata ricostruzione storica dei 150 anni di Unità d’Italia, scanditi dalla nascita dei vari Codici, da quello del Commercio di fine Ottocento, a quello Civile, al Codice Rocco del 1942, alla Riforma del Diritto societario del 2002. Le parole di Vietti che hanno esortato al rispetto delle regole e delle leggi sono state musica per le orecchie di moltissimi magistrati arrivati a Chieti da tutto l’Abruzzo. Nessuna polemica aperta di segno politico, ma a buon intenditor poche parole sono bastate, come hanno commentato anche le decine e decine di avvocati per i quali la tavola rotonda è stata accreditata dal Consiglio dell’Ordine con tre crediti, ai fini della formazione permanente degli avvocati. Ma c’erano anche molti esponenti dell’Udc locale e nazionale, cittadini comuni e per l’on.le Vietti anche una fans torinese: «c’è un piemontese a Chieti, non me lo posso perdere...».

Sugli attacchi politici ai pm, il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, Michele Vietti, ha richimato le raccomandazioni del capo dello Stato «che invita a trovare punti di convergenza soprattutto in questo momento di grande difficoltà per il Paese e a non esasperare le divergenze».

«C'é chi dice che i giudici, attraverso l'interpretazione, partecipano alla creazione del diritto vivente e fanno politica. In fantasia qualcuno si immagina che i pm debbano essere eletti, ma non è questa la via. E' saggio distinguere la questione giudiziaria dal consenso, perché il giudice deve essere imparziale». Il vicepresidente, infine, ha definito l'informatica e la telematica come «grandi risorse. E' inutile aspettare il personale che non arriverà mai - ha detto -. La strada giusta consiste nella valorizzazione delle risorse esistenti».

Il successo dell’iniziativa – come ha sottolineato il presidente dell’Ordine degli avvocati Pierluigi Tenaglia – c’è stato comunque per l’attualità dei temi trattati e per l’interesse del mondo forense a queste tematiche che investono la vita dei cittadini e non solo degli operatori del diritto. Concetto ripetuto anche da Geremia Spiniello, presidente del Tribunale di Chieti, che si è soffermato anche sul fattore “tempo” come esigenza di giustizia perché una sentenza tardiva non è mai una buona sentenza. Alla tavola rotonda, moderata da Paolo Di Giannantonio, hanno partecipato l'onorevole Lanfranco Tenaglia, componente della II Commissione parlamentare Giustizia, la presidente della Sezione Penale della Corte d’Appello dell’Aquila Fabrizia Francabandera, il presidente del Tribunale di Lanciano Ciro Riviezzo, il procuratore della Repubblica di Chieti Pietro Mennini, il presidente della Camera di Commercio di Chieti Silvio Di Lorenzo e Paolo Primavera, presidente Confindustria Chieti. Il sindaco Umberto Di Primio ha completato il suo saluto iniziale, nonostante le bizze dell’impianto di amplificazione, simpatica la risposta del procuratore di Pescara Nicola Trifuoggi, al quale è stato fatto notare che la sua poltroncina riservata era accanto al presidente del Tribunale di Teramo, Antonio Cassano, quasi come un centravanti: «preferisco essere Pato».

 Sebastiano Calella  23/09/2011 10.28