Urbanistica Pescara, Antonelli scrive a Chiodi: «urgente una legge per evitare deregulation»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. L'assessore allo Sviluppo del Territorio del Comune di Pescara ha chiesto l’istituzione «urgente» di un Tavolo di lavoro permanente Regione-Enti locali sui temi dell’urbanistica.

Ma nel corso della riunione si dovrà discutere anche dell’emanazione della legge regionale finalizzata a fissare regole precise per incentivare la razionalizzazione del patrimonio edilizio esistente e la riqualificazione delle aree urbane degradate, legge prevista nel Decreto sviluppo che ha affidato alle Regioni tale compito. Una legge che, in teoria, doveva essere varata entro il prossimo 11 settembre, ma che a oggi non c’è, con il rischio di demandare agli stessi Consigli comunali, come previsto nel Decreto, il compito di decidere nel merito, dando vita a una deregulation nella pianificazione del territorio che va evitata a ogni costo.

La lettera di Antonelli è stata inviata al presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi e all’assessore alla Pianificazione, Tutela e Valorizzazione del Territorio Gianfranco Giuliante.

«La recente iniziativa del Governo, tradotta nel cosiddetto Decreto Sviluppo, successivamente convertito in Legge 106 lo scorso 12 luglio – si legge nella nota firmata dall’assessore Antonelli – ha determinato un’autentica innovazione del comparto dell’edilizia attraverso l’articolo 5 – costruzioni private – che apporta modifiche rilevanti alla vigente disciplina di settore». In particolare le Regioni vengono investite di specifici impegni per incentivare la razionalizzazione del patrimonio edilizio esistente e la riqualificazione di aree urbane degradate. Si pensi ad esempio ad interventi di demolizione e ricostruzione che prevedono il riconoscimento di volumetrie premiali aggiuntive, la delocalizzazione delle volumetrie di aree diverse, l’ammissibilità di cambi di destinazione d’uso, in presenza di destinazioni tra loro compatibili o complementari, e le modifiche delle sagome ai fini di armonizzazione architettonica con le strutture edilizie esistenti.

«La citata legge 106/2011», ha ricordato Antonelli, «prevede altresì che, in assenza di iniziative legislative regionali da intraprendere e concludere entro il prossimo 11 settembre i Comuni, per mezzo delle deroghe agli strumenti urbanistici ai sensi dell’articolo 14 del Testo Unico sull’Edilizia, possono mutare le destinazioni d’uso e riconoscere le premialità volumetriche con atti da sottoporre al vaglio dei Consigli comunali, in tal modo posti nelle condizioni di autorizzare/non autorizzare gli interventi richiesti con enorme e pericolosa discrezionalità. Una deregulation rispetto al sistema di pianificazione del territorio che ritengo sia necessario evitare per i sopra citati rischi a carico degli Organi collegiali e delle strutture burocratiche, oltre che per garantire la indispensabile regia di parte pubblica nel governo della città, altrimenti totalmente vanificata».

 03/09/2011 12.10