Arssa, Febbo chiarisce: «nessuna soppressione solo razionalizzazione»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Il disegno di legge relativo all'Arssa «non parla assolutamente di soppressione ma di razionalizzazione e rideterminazione dei servizi di sviluppo agricolo».

Lo ha chiarito l'assessore alle politiche agricole, Mauro Febbo, che ha spiegato che si tratta di un provvedimento che produrrà «realmente un risparmio non solo nell'immediato ma è indirizzato soprattutto all'agricoltura del terzo millennio e alla nuova PAC 2014-2010».

«Non è nostra intenzione gestire l'Arssa come è stato fatto negli ultimi anni quando, dietro esborso di decine di milioni di euro per la sede ubicata all'interno del Mof di Cepagatti si sono dimenticati di andare a cancellare l'ipoteca sullo stabile. La nostra è una riforma che punta alla razionalizzazione delle spese e ad evitare in maniera categorica scelte di questo tipo».

Febbo si dice «prontissimo» ad un confronto con «chicchessia» per dimostrare «che la realtà dei fatti parla di un risparmio di risorse nell'immediato, come già illustrato nei giorni scorsi, che ammonta ad 1 milione 245 mila euro e nel dettaglio sono previsti: l'eliminazione della figura di un direttore generale (188 mila euro), di due direttori di area (240 mila euro), del collegio dei revisori (82 mila euro); si procederà ad una riduzione di diverse posizioni dirigenziali e si potrà ottenere un risparmio fiscale grazie al diverso inquadramento patrimoniale dell’ente (Ici 104 mila euro, Ires 25 mila e Irap 606 mila)».

E nell'intento di fare chiarezza sulle recenti decisioni adottate dalla Giunta Regionale in ordine alla soppressione di alcune Agenzie Regionali, anche l'assessore alle risorse umane, Federica Carpineta, cerca di chiarire quale sarà il futuro: «nessuna delle funzioni oggi attribuite a quelle Agenzie verrà meno; saranno riportate nell'ambito delle strutture della Giunta Regionale garantendo, anzi, una migliore funzionalità. Inoltre questo percorso permetterà di utilizzare al meglio le risorse umane disponibili che la Regione, comunque, già paga col proprio bilancio, anche destinando alcune di queste risorse umane per sopperire alle carenze di organico oggi esistenti in più di una delle nostre Direzioni Regionali».

Carpineta ha chiarito che ci sarà una «accurata riorganizzazione» delle direzioni interessate che verrà realizzata attraverso un percorso che passerà per un «costruttivo confronto con i sindacati e con specifiche fasi di formazione mirata per i dipendenti interessati».

«La cosa più importante, però, è che utilizzare quel che si ha a disposizione con maggior efficienza è un consistente risparmio ma ad esso si aggiunge anche un risultato positivo in termini di qualità del funzionamento della macchina regionale. Va infine precisata una cosa della quale sembra si tenga conto solo quando si muovono critiche alla nostra Regione e cioè l'esempio che ci viene da quelle altre Regioni definite giustamente virtuose. La Regione Marche, rapportabile alla nostra per estensione territoriale e per numero di dipendenti, ha da tempo fatto queste scelte ed ha avuto risultati positivi sia in termini di bilancio sia in termini di efficienza della sua macchia burocratica».

07/07/2011 10.08