Inceneritori, Verdi e Sel: «non è la soluzione per l'emergenza rifiuti»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Il presidente della Regione Gianni Chiodi è tornato su uno degli argomenti più contrastati degli ulmti mesi: gli inceneritori.

Secondo il governatore «sono inevitabili» e modalità e tecnologie verranno indicate dal Cnr.

Subito è scoppiata la polemica. E se ieri a protestare erano Rifondazione e Idv, oggi il coro di proteste si allunga.

Walter Caporale, consigliere regionale dei Verdi, contesta l'iniziativa rilanciata in questi giorni che coincide con un altro provvedimento targato Chiodi:  «sta provvedendo ad eleiminare l’Agenzia preposta al controllo, l’Arta».

«Gli inceneritori hanno ragione di esistere solo perché ci sono grossi finanziamenti», sostiene Caporale, «nessun imprenditore che sia tale investirebbe su questo tipo di impresa.  I finanzamenti garantiscono grossi speculazioni a beneficio di pochi. La produzione di Energia da fonte rinnovabile sviluppa un’economia diffusa sul territorio a beneficio di numerosi piccoli imprenditori: il rifiuto riciclato è oro», continua il consigliere, «il rifiuto bruciato è speculazione».

Il consigliere di Sel, Franco Caramanico chiede invece a Chiodi di spiegare, prima di lanciare soluzioni sul tema dei rifiuti, «come mai  in due anni e mezzo  i 25 milioni di euro previsti dal Piano triennale di tutela ambientale per l’ammodernamento degli impianti di trattamento e smaltimento dei rifiuti non sono andati a buon fine». 

Quanto all’accordo con il Cnr per  l’individuzione delle migliori soluzioni in tema di recupero energetico, Caramanico ricorda al Governatore che esiste anche una Commissione ministeriale che si occupa di questo. «L’utilizzo dei termovalorizzatori è  economicamente più vantaggioso ma certamente più pesante dal punto di vista ambientale. Di sicuro si tratta della soluzione più appetibile per i privati», conclude il consigliere di Sel.

05/07/2011 16.27