Infrastrutture Abruzzo, Pd: «la grande menzogna del centrodestra»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. «Sono passati due anni dall'accordo siglato il 28 maggio 2009 da Chiodi e l'Abruzzo non ha ancora visto nessuna infrastruttura».

E' questa la sintesi del capogruppo regionale del Pd Camillo D'Alessandro che ricorda come il famoso accordo sulla Infrastrutture, che portava anche la firma del premier Silvio Berlusconi doveva stanziare 6  miliardi di euro per le infrastrutture abruzzesi. Interventi che in  particolare dovevano riguardare strade, ferrovie, aeroporto, porti e collegamenti idrici.


«L'Abruzzo si trova a festeggiare il  secondo compleanno della Giunta Chiodi senza una sola opera  infrastrutturale», dice Camillo D'Alessandro. «Le menzogne del  centrodestra sono ormai di dominio pubblico, basta guardarsi intorno   per capire che l'Abruzzo di Chiodi è fermo al palo in agonia e non   riesce a dare alcun segnale positivo all'economia ed al territorio».
L'Accordo prevedeva che si sarebbe dovuto costituire anche un  comitato di vigilanza sull’avanzamento dei lavori, nel pieno rispetto  dei tempi di esecuzione programmati.

E il Pd rincara la dose: «nessun  comitato perché non c’è stato nessun lavoro, si trattava di una mera  trovata propagandistica - continua D’Alessandro - che serviva per la  campagna elettorale».

Anche perchè nell’accordo mancherebbe la firma del  ministro Tremonti, il titolare reale della cassa. «Al di là  delle polemiche, le opere rimangono lì per essere portate a compimento,  tra le principali ci sarebbero la Fondovalle Sangro, il Porto di Ortona,  lavori con inizio stabilito per il 2009, il IV Lotto della Teramo-mare  e la Pedemontana Marche-Abruzzo. E tra le principali incognite anche   l’ammodernamento della linea ferroviaria Pescara- Roma, che resta lì  come un punto interrogativo per cui al momento non si intravedono  soluzioni».

Il consigliere regionale dell'Idv, Carlo Costantini, chiede invece di «utilizzare al meglio le poche risorse disponibili»: «la realizzazione delle complanari e la velocizzazione dell'accesso alla capitale costituiscono il presupposto fondamentale per un salto di qualità dell'intera economia regionale».

Le complanari sul tratto urbano dell’autostrada A24 (Roma-L’Aquila-Teramo) tra la Barriera di Roma Est e Via Palmiro Togliatti «serviranno ai romani molto più di quanto non servirà gli abruzzesi e, ciò nonostante, il contributo assolutamente prevalente alla sua realizzazione dovrebbe derivare proprio dai pedaggi pagati dagli abruzzesi».

30/05/2011 9.45