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Sindaco di Francavilla contro Alessandro Di Battista: «ci vuole lo psichiatra, mi fa tenerezza»

Ma Luciani non risparmia critiche anche al suo Pd

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Sindaco di Francavilla contro Alessandro Di Battista: «ci vuole lo psichiatra, mi fa tenerezza»


FRANCAVILLA AL MARE. Il sindaco di Francavilla, Antonio Luciani, che ormai da mesi studia da Governatore della Regione, proprio non si trattiene e dopo le ultime esternazioni di Alessandro Di Battista si sfoga su Facebook.

Secondo l’ex deputato del Movimento 5 Stelle, che il 29 maggio partirà per l’America per la sua nuova avventura da giornalista (firmerà reportage per il Fatto quotidiano e la sua tv Loft) ha detto che Salvini al Colle sembrava Dudù (il barboncino di Berlusconi) e che si augura che il leader della Lega abbia il coraggio di staccarsi da Silvio.

E ha chiuso con un «Renzi e il leader FI sono la stessa cosa».

Il sindaco Luciani non ha gradito e su Facebook ha commentato (autocensurandosi) le affermazioni di Di Battista: «Questo ragazzo con la sua arroganza e con il suo fare da .... beep.... riesce a rendermi digeribile anche Berlusconi. Quanto siamo caduti in basso, poveri noi».

Si è aperta una lunga discussione e Luciani non si è sottratto, sostenendo che le elezioni le ha vinte il centrodestra e definendo tutti quelli che si affrettavano a difendere Di Battista come «tanti Dudù» sottolineando: «uso il linguaggio del ragazzo che dice la verità e racconta ciò che ha visto... Bau Bau».

«Ha paragonato Salvini a un cane e ci vuole fare il governo insieme», ha continuato Luciani con le faccine sorridenti con lacrime. E poi ancora: «ci vuole lo psichiatra. Bossi si Berlusconi no. Fantastico», «è un giovane ragazzo che deve imparare tanto e visto il modo in cui si esprime deve anche dedicarsi alla sua crescita culturale e umana. Provo tenerezza per lui».

E se oggi non si riesce a formare un  Governo, secondo Luciani, la colpa è proprio dei 5 Stelle: «non hanno  voluto il maggioritario. Ora almeno avremmo un Governo, di centrodestra ma comunque un Governo».


Qualcuno ha poi invitato Luciani «a tacere» perchè Di Battista «non ha fatto altro che prodigarsi per tutti noi». Ma il sindaco ha replicato «si è prodigato a 10 mila euro al mese».   



CRITICHE ANCHE AL PD

Da mesi ormai il sindaco di Francavilla al mare fa un uso massiccio dei social network, se ne va in giro per tutta la regione, in lungo e in largo alla ricerca di posti belli e persone da scoprire e coltiva il desiderio di essere il prossimo candidato del centrosinistra alla Regione.

E le critiche non le riserva solo al Movimento 5 Stelle (che in Consiglio comunale a Francavilla conta solo 1 consigliere) ma anche al suo partito.

Alcuni giorni fa in un lungo sfogo ha messo sul piatto tutti i problemi e fatto emergere anche un certo fastidio.

«Il Partito Democratico abruzzese sostiene che non è il caso di fare processi né caccia alle streghe, col risultato che nulla cambia e nessuno paga. C'è, secondo il mio modestissimo parere, uno scollegamento dalla realtà, l'incapacità di analisi e di autocritica».

E poi il dito puntato contro il segretario regionale: «non va giudicato per il risultato elettorale ma per quello che ha fatto nel suo ruolo. Dire che non si è dimostrato all'altezza è una bestemmia? Io penso il contrario. Non dirlo è puro masochismo. E' evidente la necessità di resettare tutto e ripartire da zero».

Luciani si è detto pure pronto a collaborare in modo gratuito e per mero spirito di sacrificio se servisse «ma a dir la verità nessuno me lo chiede, chissà perché... »


LA SCONFITTA

Secondo il sindaco dietro la sconfitta del Partito Democratico non c’è solo la vittoria del populismo: «il vero problema è che non abbiamo saputo spiegare alle persone perché 50 o 100 milioni ad una determinata opera sì e le strade di collegamento con l'entroterra no, perché non siamo riusciti a bonificare i fiumi e a depurare meglio le nostre acque. Se abbiamo fatto il massimo allora non siamo stati in grado di farlo capire.  Altre volte non abbiamo capito le priorità. I cittadini oggi sono consapevoli e non accettano le scelte a prescindere. Poi, non bisogna aver paura di affermare che molte scelte politiche sono state dettate dalla necessità di conservare posizioni».

E poi ancora: «il turismo e la cultura sono molto più vicini alle persone del petrolio. Il petrolio è vicino solo ai petrolieri. Nel Pd ci sono tante persone che vogliono la cosa giusta».