LA SVOLTA

Pescara, l’allarme di Forza Italia: «ora nelle scuole libri contro la famiglia tradizionale»

Resta in sella l’amministratore di Attiva Massimo Papa

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Pescara, l’allarme di Forza Italia: «ora nelle scuole libri contro la famiglia tradizionale»

 

 

 

PESCARA. Consiglio comunale ‘ricco’ quello di ieri a Pescara.

 

Nessuno scossone in casa Attiva Spa ma era già chiaro che ben poco sarebbe accaduto. Respinto, infatti, l’ordine del giorno del centrodestra per chiedere al sindaco di convocare entro 30 giorni l’Assemblea straordinaria della società e procedere con la revoca dell’amministratore unico Massimo Papa, «autore di tutti i problemi registrati sino a oggi».

Il sindaco e la sua maggioranza non hanno riconosciuto l’urgenza del provvedimento, e, così facendo, hanno confermato  che il centrosinistra condivide la gestione Papa.

«Dunque vanno bene il mancato pagamento degli stipendi, il caos Tari e le assunzioni fatte a tre giorni da una sentenza della Corte d’Appello che ha buttato in mezzo alla strada 18 famiglie», ha lamentato il capogruppo di Forza Italia, Marcello Antonelli.

 

LA FAMIGLIA TRADIZIONALE

La maggioranza ha bocciato pure la mozione di Vincenzo D’Incecco sulla tutela della famiglia «quale nucleo naturale fondante della società» (6 voti favorevoli e Movimento 5 Stelle assente alla votazione).

 

In pratica Forza Italia aveva chiesto a sindaco e giunta di stipulare un Protocollo d’intesa con l’Ufficio scolastico provinciale e regionale finalizzato a ‘tutelare la libertà educativa nelle scuole pescaresi affinchè non vengano poste in essere attività divulgative sulla ‘teoria gender’ intese come bisogno educativo.

Secondo l’esponente della minoranza in aula sarebbe arrivato  il voto «contro la tutela della famiglia, composta da una mamma, un papà e i figli, così come previsto nella Costituzione Italiana, per inseguire una ‘politica del gender’ dettata dalla moda»

 

Secondo D’Incecco a questo punto in alcune scuole potrebbero essere proposte fiabe come ‘Perché hai due papà’ o altre che promuovono apertamente la transessualità, come ‘Nei panni di Zaff’ o ‘Il bell’anatroccolo’, che inviterebbero i bambini a ignorare la propria natura biologica per scegliere liberamente il proprio ‘genere’.

 

FEMMINICIDI E RITO ABRREVIATO

E ieri il Consiglio comunale ha preso una posizione ufficiale approvando la mozione di D’Incecco contro la possibilità di ricorrere al giudizio abbreviato di fronte a omicidi efferati come quello della giovane Jennifer Sterlecchini, avvenuto a Pescara il 2 dicembre 2016.

 

In Commissione Giustizia della Camera è pendente proprio il progetto di legge numero 4376 che mira alla modifica dell’articolo 438 per escludere l’applicabilità del rito abbreviato e del conseguente sconto di pena di un terzo per alcuni reati di gravissimo allarme sociale, tra i quali, appunto il femminicidio, oltre che per i casi di strage, atti persecutori, sfruttamento sessuale di minori, omicidio premeditato, o per futili motivi. Attualmente il nostro sistema giudiziario permette all’imputato di usufruire di tale percorso giudiziario guadagnando uno sconto di pena per il solo fatto che tale scelta processuale avrebbe il merito, per lo Stato, di alleggerire il carico processuale implicito nel processo ordinario, ma in questo modo si assiste a condanne risibili, appena 13 o 14 anni per l’uccisione di una ex fidanzata, della moglie, della compagna.

«Il centrodestra vigilerà ora affinchè il sindaco Alessandrini produca subito un documento esplicito da inviare a Camera e Senato per perorare la veloce approvazione della legge in discussione, così come previsto nella stessa mozione», ha spiegato D’Incecco.  

 

«MAI PIU’ FASCISMI»  

E’ stata approvata pure la mozione "mai più fascismi" proposta da Ivano Martelli, consigliere comunale di Liberi e Uguali Pescara, che impegna Sindaco e Giunta a non concedere patrocinio, spazi o suolo pubblico a coloro i quali «non garantiscano di rispettare i valori sanciti dalla Costituzione, professando e/o praticando comportamenti fascisti, razzisti, omofobi, transfobici e sessisti»