DIETRO FRONT

Gasdotto Snam: sindaco di Sulmona ritira le dimissioni

Casini: «battaglia va avanti, lavoro con Regione per ricorso Tar»

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Gasdotto Snam: sindaco di Sulmona ritira le dimissioni

 

SULMONA.  Il sindaco di Sulmona Annamaria Casini ritira le dimissioni e resta alla guida dell'amministrazione comunale.

Lo ha annunciato in una conferenza stampa spiegando le ragioni che l'hanno portata a tornare sui suoi passi dopo avere annunciato le dimissioni per protestare contro il via libera del Governo al progetto Snam per le realizzazione di una centrale di compressione a Sulmona.

«La scelta di dimettermi, presa da me, senza coinvolgere la maggioranza, è stata dettata da dolore e protesta per il fatto che il consiglio dei ministri, tenendo tutti all'oscuro, avesse adottato la delibera favorevole alla realizzazione della centrale Snam - ha spiegato il sindaco - una circostanza che ha dimostrato tutta l'impotenza degli amministratori locali ed in particolare di un sindaco davanti a certe decisioni».

«In quel momento mi sono sentita sola ma non ho abbandonato la città», ha aggiunto, assicurando che l'amministrazione comunale, in questi giorni, ha continuato a lavorare al servizio della città.

«Le mie dimissioni sono servite a sollecitare attenzione sul caso della centrale Snam e sulla contrarietà di tutto un territorio a quel progetto - ha proseguito Casini - Ora la battaglia va avanti. D'accordo con i Comuni del comprensorio e con la stessa Regione stiamo lavorando al ricorso al Tar Lazio contro quella delibera del consiglio dei ministri».

 

IL CASO SNAM

Intanto il Consiglio comunale straordinario  sulla questione Snam, tenutosi venerdi scorso presso il Comune di Sulmona, è stato per i Comitati cittadini per l'ambiente motivo di grande delusione e preoccupazione anche per l’assenza della sindaca.

Prima del Consiglio Comunale di venerdì scorso , nella riunione dei capigruppo era stata ipotizzata una Commissione Ambiente richiesta dalla minoranza per l'innegabile gravità della situazione e il peso delle decisioni da assumere: Commissione che era stata promessa in  primo momento e poi negata.

E poi la richiesta di nominare tecnici specialisti è stata fatta dai comitati sin dall’insediamento di questa Giunta e riproposta nell’incontro con la Sindaca ad ottobre dello scorso anno, sottolineando l’urgenza. Tutto negato.

«Per quanto riguarda l’incarico conferito al legale, dal momento che in Comune si sostiene che non sia arrivata alcuna comunicazione al riguardo – sebbene dalla stampa apprendiamo termini e dettagli specifici sull’atto di autorizzazione – in base a cosa si è conferito l’incarico al legale?», chiedono i cittadini.

«La Regione non faccia solo opera di supplica presso la Sindaca Casini  ma ci faccia avere l’atto, anzi l’assessore alle aree interne lo richieda subito. Diverse le domande e le integrazioni che avremmo voluto proporre durante il dibattito in aula, ma ai Comitati cittadini presenti è stata negata la parola».

Intanto il sindaco reputa «assurda e non veritiera» l’ipotesi di chi vuole attribuire a lei persona la responsabilità delle dimissioni dei vertici dell’ex Casasanta dell’Annunziata.

«Sottolineo la mia assoluta estraneità riguardo la decisione del Cda e del direttore dell’Asp di rinunciare a proseguire il lavoro a tre mesi dall’incarico», spiega Casini. «Non corrisponde al vero quanto riportato da alcuni organi di stampa circa un mio coinvolgimento nella vicenda, parlando addirittura di baratti e condizioni che avrei posto per ritirare le mie dimissioni da sindaco. Rispedisco al mittente accuse da parte di chi tenta di strumentalizzare delicate situazioni, facendo credere altro dalla realtà dei fatti. Non ho mai chiesto la testa di nessuno e stigmatizzo l’ attribuzione alla mia persona di tali azioni, che non appartengono al mio comportamento e ledono la mia onorabilità».