LA POLITICA

Emergenza maltempo e Rigopiano, dopo le intercettazioni il Pd sta con Di Marco

Chieste le dimissioni dal centrodestra

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Strage Hotel Rigopiano, iniziato lo scaricabarile istituzionale (che non regge)

Foto di gruppo sulla provinciale per Rigopiano per festeggiare inizio lavori (2015)

 

 

 

PESCARA. Richiesta di dimissione rigettate.

Nessun dibattito sereno nemmeno questa volta. Così come non ci sarà nessuna ammissione di responsabilità per quello che è emerso solo dopo che sono state pubblicate parte delle carte dell’inchiesta su Rigopiano che ha svelato scenari e un dietro le quinte che sebbene frammentario e parziale imporrebbe riflessioni serie sulla qualità e la preparazione degli amministratori e il funzionamento delle istituzioni pubbliche anche in casi gravi come le emergenze.

Tra le cose che sono peraltro saltate all’occhio subito c’è il ruolo della politica che travalica il suo ruolo a tutti livelli e prende decisioni e opera attivamente sul campo persino per decidere dove mandare un singolo spazzaneve in qualche modo sovrapponendosi  o prevaricando i compiti assegnati ai tecnici (che dovrebbero poter vantare preparazioni specifiche) e che invece appaiono sempre defilati, timorosi o sottoposti.

 

 

Il Gruppo consiliare Forze di Libertà della Provincia di Pescara ha chiesto ufficialmente le dimissioni del Presidente della Provincia di Pescara Antonio Di Marco.

«Riteniamo che Di Marco non abbia né la forza politica, né la necessaria lucidità amministrativa per continuare a gestire il territorio provinciale a fronte di una probabile futura emergenza maltempo», dice Vincenzo D’Incecco, firmatario della richiesta di dimissioni con i consiglieri Lorenzo Silli, Antonio Zaffiri e Maurizio Giancola e con il capogruppo di Forza Italia Maragno, «lo ha dimostrato quando, nel corso dell’ultima seduta del Consiglio provinciale, addirittura si è scatenata una bagarre in seno alla maggioranza su quale dovesse essere la destinazione del trattore donato dalla BBCC alla Provincia, senza sapere che tale decisione non spetta alla politica, ma ai dirigenti dell’Ufficio tecnico. Se le dimissioni non arriveranno entro poche ore, abbiamo già pronta la richiesta di convocazione di una seduta straordinaria del Consiglio provinciale nella quale presenteremo la mozione di sfiducia».

 

Dall’altra parte il gruppo Pd alla provincia di Pescara ribadisce «piena fiducia nell'operato del Presidente Antonio Di Marco. La presa di posizione del gruppo di Forza Italia contro il Presidente Di Marco - riporta una nota - rivela un sentire politico speculativo e del tutto inadeguato alle circostanze presenti. Mentre ribadiamo la fiducia nell'operato della magistratura che permettera' di fare luce sulle vicende al centro dell'attenzione pubblica in questo momento, non possiamo fare a meno di sottolineare che chi e' classe dirigente ha il dovere di proporre e criticare nel merito delle questioni. Un atteggiamento di questo genere non puo' che evidenziare come in questi anni la provincia di Pescara sia riuscita, sia pure con risorse del tutto insufficienti, a far fronte ai compiti istituzionali, mettendosi al servizio dei comuni e dei cittadini senza alcuna esitazione e con una attenzione non inferiore a quella dimostrata dall'Ente in passato, quando pure ben maggiori erano i mezzi e le possibilita' a disposizione. Noi, ribadiamo la fiducia nei confronti del presidente Di Marco e facciamo appello a tutte le forze politiche rappresentate nel Consiglio perche' non venga meno la responsabilita' e sia rigettata la tentazione di prestare ascolto alle sirene di una popolarita' facile e opportunistica».