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Nereto, cade l’amministrazione Di Flavio. Nominato commissario prefettizio

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Nereto, cade l’amministrazione Di Flavio. Nominato commissario prefettizio

Giuliano Di Flavio

 

 

NERETO. Sei consiglieri e un assessore hanno presentato ieri mattina le loro dimissioni dall'incarico, determinando lo scioglimento anticipato del Consiglio comunale di Nereto, guidato dal sindaco Giuliano Di Flavio che torna a casa con l’intera amministrazione.

 

Questa mattina il prefetto di Teramo, Graziella Patrizi, ha sospeso il Consiglio comunale e contestualmente ha nominato Commissario prefettizio  Alberto Di Gaetano, Viceprefetto aggiunto in servizio presso la prefettura, per la provvisoria gestione dell’Ente.

 

 

Ai quattro componenti dell'intera minoranza, composta dal consigliere del Movimento cinque Stelle, Franco Cinì e dai tre della lista Uniti per Nereto, Daniele Laurenzi, Graziano Frezza e Giuseppe Fagotti, si sono aggiunti non solo i due esponenti della lista Direzione Futuro, l'ex vicesindaco Vincenzo Piero Di Felice e Giacomo Mistichelli, che erano usciti dalla maggioranza, ma anche l'assessore alle politiche giovanili, viabilità e trasporti, polizia municipale, Massimo Salvi.

 

Alla base della decisione di dimettersi, i consiglieri sottolineano i forti contrasti politici sulla gestione del bilancio, l'abolizione delle commissioni permanenti, lo smantellamento dell'apparato amministrativo con molti servizi senza responsabile, come l'area finanziaria, tributi, polizia locale e anagrafe.

 

«M5S, la Fonte uniti per Nereto, Direzione futuro Nereto e l’Assessore Salvi», hanno fatto sapere i consiglieri che hanno firmato le dimissioni, «sono oggi seriamente preoccupati delle possibili conseguenze derivanti da questo tipo di gestione riguardo innanzitutto agli aspetti finanziari, quindi del bilancio pubblico, che potrebbero mettere in grande difficoltà anche l’intera collettività.

Per tutti noi, non è più possibile tollerare una tale assurda e imbarazzante situazione contraddistinta anche dal totale smantellamento della macchina amministrativa attraverso lo smembramento del personale in tutti gli uffici comunali sprovvisti dei responsabili nelle aree: finanziñ, tributi, anagrafe e polizia locale oltre a ciò l’esempio lampante risulta essere la totale assenza dei vigili urbani alla carenza cronica di operai che ha determinato il poco decoro urbano. La nostra valutazione non può che essere molto negativa, altresì di come è stato gestito il Consiglio Comunale, che è diventato un bivacco, con interventi tecnici che purtroppo si sono fermati alla forma degli atti amministrativi e che hanno snaturato il ruolo politico di questa assemblea. Si pensi all’abolizione delle commissioni consiliari permanenti che, di fatto, corrisponde ad una eliminazione di spazi di confronto democratico. Ultimamente lo stesso Consiglio non aveva più neanche il numero legale, in prima convocazione, per deliberare qualsivoglia atto assembleare così da determinare la paralisi amministrativa. Una situazione surreale dove i Consigli si svolgevano di sabato mattina all’orario di pranzo per permettere alla maggioranza di aspettare, quando andava bene, il rientro di una consigliera fuori per lavoro».