POLITICA

Comune Teramo. Brucchi chiede consiglio straordinario per dimissioni?

WhatsApp PdN 328 3290550

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

153

Il sindaco Brucchi

Il sindaco Brucchi

TERAMO. La crisi amministrativa al Comune di Teramo sta diventando ormai una sfida sul piano personale. È di queste ore la richiesta del sindaco Maurizio Brucchi di convocazione di un Consiglio straordinario per lunedì prossimo, 27 novembre alle 16.

«In tale sede istituzionale ho iniziato la mia bellissima e straordinaria avventura da Sindaco ed è nella stessa sede, per rispetto dei cittadini e del Consiglio Comunale tutto, che evidentemente essa deve concludersi», ha scritto il primo cittadino in una nota, facendo presagire a molti anche la possibilità che all'esito del confronto pubblico possa poi dimettersi.

Brucchi ritiene infatti che gli accadimenti politici delle ultime ore, con l'invito a tutti i consiglieri da parte dell'esponente dell'opposizione Gianluca Pomante, a firmare le dimissioni collettive dal notaio, «e i ripetuti tentativi di delegittimare questa amministrazione dal mandato conferito dai cittadini all'esito delle elezioni amministrative», impongano a lui di portare la discussione sulla situazione politica in assise civica.

«I tatticismi - ha aggiunto Brucchi - non mi interessano. Io il coraggio di confrontarmi ce l'ho, altri lo devono ancora dimostrare».

All'invito di Pomante, fissato per oggi pomeriggio, avevano aderito i consiglieri del Movimento 5 Stelle, Fabio Berardini, e Puglia e Campana, della civica Al Centro per Teramo, che della maggioranza del sindaco non fanno più parte dall'aprile 2016. Avrebbero firmato anche i sei componenti del gruppo di maggioranza relativa di Futuro In, ch fa riferimento al consigliere regionale Paolo Gatti (da cui era arrivato di recente l'invito a Brucchi alle dimissioni) ma la richiesta dei 3 consiglieri del Pd a far slittare l'incontro dal notaio è stato accolto e tutto è stato rinviato all'inizio della prossima settimana. Per sfiduciare il sindaco con le dimissioni cosiddette 'ultra dimidium' nel consiglio teramano occorrono le firme di 17 consiglieri.

 

MA IL PD SI TIRA INDIETRO

Intanto ieri Alberto Melarangelo (Pd), anche lui all’appuntamento dal notaio per sfiduciare Brucchi si è tirato indietro ed ha comunicato ai consiglieri presenti (Fabio Berardini, Angelo Puglia, Guido Campana, Giovanni Battista Quintiliani, Maurizio Salvi ed il sottoscritto, con la partecipazione di Giorgio Di Giovangiacomo) che «adesso è opportuno attendere l'esito del Consiglio Comunale di lunedì, appena convocato dal Sindaco, prima di tornare - eventualmente - dal Notaio per rassegnare le dimissioni».

«Ennesimo voltafaccia del Partito Democratico, quindi», dice i consigliere Gianluca Pomante, «che cambia nuovamente idea a meno di ventiquattro ore dal precedente comunicato stampa. Se era ragionevole la richiesta di rinvio per le esigenze familiari di un consigliere, meno comprensibili risultano le ultime dichiarazioni di Bartolini e Verna circa la loro contrarietà all'iniziativa. Evidentemente sapevano già tutto. Superfluo ogni commento. Non pervenuti gli altri consiglieri di minoranza, che ne hanno fatto una questione personale contro il sottoscritto, come si evince dalle dichiarazioni inconcludenti ed in parte apertamente ostili degli ultimi giorni. Formule di stile e motivazioni di maniera non possono negare l'evidenza, il dato oggettivo: oggi, alla presenza di ben 8 consiglieri di maggioranza (presenti Berardini e il sottoscritto) sarebbero bastati solo sette consiglieri d'opposizione per mandare a casa il Sindaco e sono mancati, oltre ai consiglieri del PD, quelli facenti capo a Gianguido D'Alberto, e ad Antonio Filipponi, e i consiglieri Marroni e Cardelli».

A questo punto, ha aggiunto Pomante, «preferisco annullare l'appuntamento dal Notaio e, dopo il confronto pubblico di lunedì prossimo - al quale tanto aspiravate che il "vostro" Sindaco vi ha accontentato - e, visto che non gradite gli inviti cortesi, vi sfido apertamente a rassegnare le dimissioni a fine consiglio, dinanzi il Segretario Comunale. Vedremo a quel punto chi ha presto la tessera ad honorem di Forza Italia e chi invece vuole davvero il bene della città. Adesso tiratevi indietro, se avete coraggio, e saranno "legnate" dai cittadini (metaforicamente parlando) alle prossime elezioni».