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Dragaggio Ortona, M5S protesta: «mare non è discarica, Comune Pescara sta a guardare»

Interrogazione al sindaco Marco Alessandrini

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Torre di Cerrano

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PESCARA. Il dragaggio di 342.000 mc di materiale classe A2, cioè con concentrazione di detriti superiore al 30%, dal fondale del Porto di Ortona, sarà scaricato direttamente nelle acque marino-costiere distanti circa 7 km dal Porto di Pescara, per rilanciare l’operatività del porto di Ortona e permettere l’entrata di grandi navi.

Il progetto è parte di un disegno più grande che, secondo l’ingegner Nervegna, consulente del Comune di Ortona, ha l’obiettivo di portare i fondali da 7,5 a 9 mt per incrementare il movimento navale non solo di merci ma anche di navi da crociera. Il porto deve quindi rientrare, insieme a Barcellona, Civitavecchia e Ploce, in un nuovo corridoio mediterraneo TEN-T dove l’Europa, il nostro Paese ed i privati investiranno in infrastrutture.

«Ma perché tutta questa fretta nel voler abbattere i tempi necessari per una valutazione adeguata dell’operazione?», domanda il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, Massimiliano Di Pillo.

«C’è forse il timore di perdere tempo e non attribuire a questa consiliatura i meriti del mega progetto? L’ambiente merita la dovuta attenzione e non accetteremo decisioni frettolose prese per salvaguardare gli interessi di pochi a scapito della collettività».

Il Movimento 5 Stelle Pescara ha presentato un’interrogazione urgente a Sindaco e Assessore alle politiche ambientali ma, non essendo stato riconosciuto dalla giunta il carattere di urgenza, non si è potuta discutere nell’ultimo consiglio comunale.

Prosegue Di Pillo: «non siamo assolutamente contrari al dragaggio, anzi riteniamo fondamentale la pulizia dei fondali ma, d’altra parte, anche l’incremento dello sviluppo commerciale e turistico in un’ottica di sostenibilità, che quindi rispetti l’ambiente e l’habitat da preservare a beneficio delle generazioni future. L’Abruzzo, da Regione Verde d’Europa, è ormai divenuto sede di disastri ambientali come la discarica a cielo aperto di Bussi, sulla quale non sono ancora stati presi provvedimenti di bonifica e riqualificazione, o lo scarico in fiumi e mare di inquinanti chimici e batteriologici, ed ancora il continuo ed attualissimo sversamento dei liquami fecali direttamente nel fiume Pescara».

«Il nostro mare non è una discarica», continua Di pillo, «e deve essere preservato. Per questa ragione, avendo riscontrato che nel materiare allegato al progetto manca la Valutazione dell’Impatto Ambientale, che questa operazione avrebbe sulle nostre coste, chiediamo che lo stesso venga sottoposto a Valutazione di Incidenza Ambientale, come previsto dall’art. 6 del DPR n. 120/2003».