POLITICA

Grande Pescara capoluogo? Pd spaccato: «Cantagallo e Cuzzi si dimettano»

D’Alfonso, Pezzopane, Lolli, Pietrucci e Mariani contro la proposta

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Grande Pescara capoluogo? Pd spaccato: «Cantagallo e Cuzzi si dimettano»

Enzo Cantagallo

ABRUZZO. Pd spaccato dopo la proposta del responsabile Dem per Montesilvano Enzo Cantagallo, sull’eventuale attribuzione alla Nuova Pescara del titolo di capoluogo di Regione.

 

L’idea è piaciuta subito ad un altro esponente del partito, ovvero l’assessore comunale di Pescara Giacomo Cuzzi (membro dell'assemblea nazionale del Pd) ma da L’Aquila non l’hanno presa bene.

Si riaccende così uno dei casi che crea più scompiglio in regione con L’Aquila che non vuole perdere il suo ruolo e Pescara che cerca di imporsi. Luciano D’Alfonso cerca di placare gli animi e sostiene che l’iniziativa dei due pescaresi sia una «reazione alcolica». Ma questa presa di posizione non è bastata per calmare gli aquilani.

«Ritengo giusto e naturale che la Nuova Pescara divenga il capoluogo di regione» dice Cuzzi. «Senza campanilismi di sorta e senza voler nulla togliere all'Aquila e alla necessaria spinta che la politica deve continuare a imprimere per il suo ritorno alla normalità e alla bellezza».

Per la senatrice Stefania Pezzopane «riaprire questo sterile dibattito alla vigilia di difficili elezioni è un azzardo indegno del Pd. Per questo mi auguro uno stop alle polemiche, altrimenti auspico un intervento dei vertici del nostro partito».

Secondo  il vicepresidente della giunta regionale Giovanni Lolli, invece, la proposta di Cantagallo è Cuzzi è «gravissima e scellerata» e l’iniziativa sarebbe stata annunciata contro il presidente D'Alfonso per compromettere il percorso legislativo della "Grande Pescara".

«Il capoluogo della regione è e resta L'Aquila. Affermazioni diverse sono un monumentale errore politico frutto della leggerezza e della mancata conoscenza della storia abruzzese», continua Lolli.

Per il segretario aquilano del Pd, Stefano Albano, Cantagallo e Cuzzi «sono personaggi in cerca d'autore. Siamo stufi di questo approccio alla politica, improntato alla ricerca di visibilità mediatica con prese di posizione personali giocate sulle pelle degli abruzzesi».

Il segretario aquilano ha chiesto le dimissioni di Cantagallo e di Cuzzi dal Pd e la stessa richiesta è arrivata anche dai consiglieri regionali Pierpaolo Pietrucci e Sandro Mariani.

A difendere i due in queste ore c’è solo il parlamentare Antonio Castricone, da sempre molto vicino a Cantagallo, secondo cui «le dichiarazioni di Pietrucci e Albano malcelano un'aggressività inspiegabile quanto inutile. Non ci sono dimissioni da richiedere né da rassegnare. Sarebbe più utile che al segretario regionale chiedessero un incontro per discutere su alcune delle giuste questioni che pongono, a cominciare dal destino delle aree interne, perché le cose sono drammaticamente diverse da come vengono rappresentate».

Smentisce il suo assessore anche il sindaco di Pescara, Marco Alessandrini: «tutto si può immaginare salvo che la Nuova Pescara nasca con l’obiettivo di attrarre in riva all’Adriatico uffici pubblici e targhe istituzionali: siamo stati sempre la città del dinamismo e dell’intrapresa, e con questo approccio vogliamo metterci in cammino anche questa volta, contando sulla nostra capacità di gettare nuovi ponti e non puntellando orgogli di campanile».



«TUTTI UNITI PER L’AQUILA CAPOLUOGO»

«Nello Statuto del Partito democratico non c'è procedimento disciplinare su opinioni dei singoli ma comunque insieme diciamo che la comunità politica del Partito democratico ha un pensiero ampiamente condiviso che dice che il capoluogo non si discute».

Così il segretario regionale del Pd Marco Rapino parlando della vicenda originata dalle due posizioni dei dem e poi passata in Forza Italia sul trasferimento del capoluogo da L'Aquila a Pescara.

In una conferenza stampa che si e' svolta all'Aquila seguita a quella promossa dal centrodestra che governa il comune capoluogo, Rapino ha chiuso sulla richiesta di espulsione, presentata dai consiglieri regionali dem Pierpaolo Pietrucci e Sandro Mariani, degli 'eretici' Enzo Cantagallo, ex sindaco di Montesilvano e segretario cittadino del Pd, e Giacomo Cuzzi, assessore comunale di Pescara, secondo cui il ruolo di capoluogo di Regione sarebbe da attribuire alla Nuova Pescara qualora la fusione con Montesilvano e Spoltore andasse in porto.

Presenti all'incontro con la stampa Mariani, capogruppo all'Emiciclo, Pietrucci, Silvio Paolucci, assessore regionale, Giuseppe Di Pangrazio, presidente del Consiglio regionale, Stefano Albano, segretario comunale aquilano e e consigliere, Massimo Cialente, ex sindaco del capoluogo, Americo Di Benedetto, consigliere comunale, Francesco Piacente, segretario provinciale, Stefano Palumbo, capogruppo comunale aquilano, Maurizio Di Nicola, consigliere regionale di Centro democratico e presidente della prima commissione.

«Preoccupa il salto qualitativo del centrodestra, nel caso del capogruppo di Forza Italia - ha detto Cialente in riferimento alla posizione di Lorenzo Sospiri - In conferenza dei capigruppo si decidono votazioni e linea del consiglio regionale. Non ha parlato più un caporale di giornata, ma un generale di brigata».




UN NUOVO REFERENDUM A SPOLTORE?

Anche da Spoltore il gruppo Nuova presenza in Comune di Marina Febo chiede al sindaco di  indire un nuovo referendum consultivo a carattere locale «per verificarne il reale consenso alla istituzione della “Nuova Pescara”, scelta che inciderà in maniera irreversibile e profonda sul futuro della nostra comunità».

Il referendum già effettuato nel maggio 2014, definito “consultivo” ma il cui esito oggi viene preso a fondamento vincolante della procedura che la Regione sta portando avanti, «è stato svolto con modalità discutibili», sostengono i consiglieri.

«Si è trattato di una unica consultazione per i tre Comuni con popolazioni numericamente molto diverse, svolta in contemporanea con altre importanti elezioni (regionali, europee e comunali) verso le quali si è concentrata la maggiore attenzione, e soprattutto senza una adeguata informazione degli elettori circa le reali conseguenze di una scelta piuttosto che l’altra».