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D’Alfonso va a Roma e il Consiglio regionale salta. «Tracotanza e disprezzo della democrazia»

Il governatore nella capitale per seguire vertenza Honeywell

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Consiglio regionale Abruzzo

 

ABRUZZO. Rinviata al 31 ottobre la seduta del Consiglio regionale di oggi a causa dell’assenza del governatore Luciano D’Alfonso, impegnato a Roma, al Ministero dello Sviluppo Economico.

Ma l’opposizione non l’ha presa troppo bene e sostiene che il motivo del rinvio sarebbe un altro: «la maggioranza non ha più i numeri».

«Oggi l’Abruzzo ha una priorità ed è la vertenza Honeywell, seguita direttamente dal presidente Luciano D’Alfonso e dal vice Giovanni Lolli», ha spiegato Camillo D’Alessandro, coordinatore della maggioranza in Consiglio regionale. «Considerato che questa mattina era convocata prima la commissione consiliare Bilancio e a seguire il Consiglio, abbiamo deciso di rinviare la seduta perché prevale l’impegno diretto del presidente nel seguire la delicata vertenza di Atessa, impegno che lo vede oggi a Roma dalla mattina fino alla serata».


Ed infatti D’Alfonso a mezzogiorno ha incontrato il capo di gabinetto, Ernesto Somma, per affrontare le questioni relative alla vertenza Honeywell. Nel pomeriggio alle 16, a Palazzo Chigi, il governatore appuntamento con  Antonio Funiciello, capo dell'ufficio del presidente del Consiglio dei Ministri mentre alle 18, di nuovo al Mise, incontro con il ministro Carlo Calenda prima in un incontro riservato e poi, alle 19, con le organizzazioni sindacali impegnate nelle vertenza Honeywell.

«Quanto sta accadendo in Consiglio Regionale è alquanto avvilente», ha commentato però Mauro Febbo (Forza Italia), «anzi sarebbe meglio dire quanto non sta accadendo visto che anche oggi è saltata la seduta del Consiglio regionale e, addirittura, riconvocata solo per il 31 ottobre. Puerili e sterili sono, inoltre, le scuse presentate dalla stessa maggioranza visto che, senza il Presidente, la maggioranza è formata da ben 17 consiglieri. La realtà è un'altra: siamo di fronte ad una maggioranza senza né i numeri né la compattezza dove più fazioni territoriali si fronteggiano e si ricattano a vicenda senza avere il coraggio di confrontarsi sui veri temi ed esigenze di questa regione».

Sulla stessa linea anche il Movimento 5 Stelle: «si resta basiti per la tracotanza e l’assoluto disprezzo per la democrazia di questo Governo» commenta il capogruppo Gianluca Ranieri. «Ci sono delle regole ben precise ed è necessario quantomeno il rispetto del processo democratico. E' impensabile che si debba venire a sapere del rinvio del consiglio dalla stampa prima ancora che l’organo preposto a decidere si sia riunito. Ma per quale motivo poi? Qualche assenza? Forse qualche ennesima rottura tra le file della maggioranza? Sta di fatto che Il Consiglio Regionale è la massima espressione politica e istituzionale della regione e questo comportamento si traduce in un’assoluta mancanza di rispetto verso tutti quei cittadini che hanno messo la loro fiducia nelle mani di questi signori. Se non hanno la forza di aprire il consiglio regionale e lavorare per il bene comune abbiano almeno il coraggio di prendersi la responsabilità di questa mancanza ed ammettere che non hanno più i numeri, la capacità e la forza di portare avanti questo Governo».

Il segretario regionale dell'Italia dei Valori, Lelio De Santis ha detto: «continuano le ferie estive, in spregio al ruolo e al prestigio della massima Istituzione regionale. Non ci sono ragioni valide né giustificazioni plausibili per rinviare in continuazione l'Assemblea elettiva, che dovrebbe affrontare i tanti problemi della comunità abruzzese, con Provvedimenti e Leggi, e che invece diventa un luogo che si frequenta quanto si vuole e quanto si sta comodi».