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Garage e cantine abitabili? Governo impugna ma Comune Chieti tira dritto

M5S: «grave ed irresponsabile forzatura dell'Assessore Colantonio»

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Umberto Di Primio

Umberto Di Primio

 

CHIETI. Nella seduta di ieri del Consiglio comunale è stata approvata la Delibera che recepisce integralmente la legge Regione Abruzzo n. 40/2017 che consente il recupero del patrimonio edilizio esistente.

 

 

 

La legge (che aveva trovato l’accordo di centrodestra e centrosinistra) è stata impugnata dal Consiglio dei ministri nelle scorse settimane  e a dir la verità aveva subito destato, dalla sua approvazione, da una parte euforia e dall’altra dure contestazioni perchè il pericolo di recuperare e rendere abitabili locali non idonei o pericolosi era troppo elevato.

 

In attesa di conoscere l’esito dell’impugnativo il Comune di Chieti si porta avanti.

 

Secondo i due portavoce del M5S in Comune, Ottavio Argenio e Manuela D'Arcangelo, l'approvazione del Consiglio comunale spiana la strada a possibili controversie e potrebbe causare problemi ben più gravi di quelli che la legge stessa si propone di risolvere.

«La forzatura compiuta in Consiglio comunale dall'Assessore Colantonio perché venisse approvata la Delibera di recepimento è priva di ogni logica e di ogni motivazione – sostiene Ottavio Argenio – Gli ho rivolto più di una richiesta affinché ritirasse la Delibera, anche nel corso della Commissione che ha preceduto i lavori di Consiglio, ma non c'è stato verso da fargli sentire ragioni».

Secondo i 5 Stelle la norma presenta almeno due grandi profili di illegittimità, uno connesso al mancato rispetto del riparto di competenze stabilito dalla Costituzione e l'altro legato alla mancata individuazione delle zone del territorio che devono essere escluse dall'applicazione della normativa per ragioni legate alla sicurezza ed all'incolumità delle persone ed è proprio per questi motivi che il Consiglio dei Ministri, a seguito di un'interrogazione parlamentare presentata da Andrea Colletti portavoce alla Camera del M5S, ha deciso di impugnare le parti ritenute illegittime.

«Sulla base di questo ed altri rilievi abbiamo chiesto all'Assessore di attendere che la Regione emanasse le disposizioni applicative relative agli articoli impugnati», spiega Argenio, «soprattutto per ragioni di opportunità e di certezza del diritto ma l'Amministrazione ha mostrato una inspiegabile ed anomala resistenza che a nostro avviso mal si concilia con il perseguimento degli interessi pubblici».

 

Secondo i due Consiglieri comunali, «sebbene in un momento di crisi economica come quello che stiamo vivendo sia doveroso che le amministrazioni tendano una mano alle famiglie in difficoltà, anche consentendo di recuperare locali da adibire a civile abitazione, non si può dimenticare che gli strumenti edilizi ed urbanistici sono tesi anche ad assicurare la tutela dell'igiene, del decoro e della sicurezza delle persone stesse, soprattutto nelle zone maggiormente esposte al rischio idro-geologico di cui anche il nostro Comune risulta interessato. Per questi motivi riteniamo che la Delibera odierna rappresenti un atto grave ed irresponsabile dal quale ci dissociamo pubblicamente».