OPACITA'

Civitella del Tronto: «mancanza di trasparenza». Tucci chiede scioglimento Consiglio

Esposto al prefetto e all’Ispettorato per la funzione pubblica

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

195

Civitella del Tronto: «mancanza di trasparenza». Tucci chiede scioglimento Consiglio

 

CIVITELLA DEL TRONTO. «Altro che casa di vetro, il Comune sembra più un palazzo dalle tinte opache».

Così il consigliere comunale di Civitella del Tronto, Stefano Tucci, scrive in una lettera inviata al prefetto di Teramo e all’Ispettorato per la funzione pubblica di Roma per chiedere la valutazione di un eventuale scioglimento del consiglio comunale.

In quattro pagine fitte e con il supporto di ben 12 documenti ufficiali, Tucci cerca di abbattere l’operato degli amministratori in carica chiedendo che vengano rispediti a casa.

Il consigliera racconta di accesso agli atti negati («si impedisce ad un consigliere comunale di svolgere correttamente il proprio mandato in barba alla trasparenza») come quello dell’agosto scorso quando aveva chiesto il rilascio di una copia dello stralcio cartografico con le perimetrazioni comunali su cui si sarebbe eseguita la Microzonazione sismica di III Livello. A distanza di oltre un mese e mezzo non è arrivata nessuna risposta.

«E’ un segnale politico molto forte», sostiene Tucci, «anche perché sono un tecnico con esperienza in questo campo, avrei potuto contribuire nel merito con suggerimenti e consigli nell’esclusivo interesse dell’Ente».

Il 6 settembre un'altra richiesta di accesso agli atti: il consigliere comunale ha chiesto conto  del pagamento da parte del Comune di 24.290 euro per rifornire di carburante i gruppi elettrogeni installati dall’Enel in occasione del black-out avvenuto nel gennaio 2017.

Perché, ha chiesto Tucci, l’Ente «si è assunto l’onere del rifornimento dei gruppi elettrogeni forniti dall’Enel, se le società distributrici registravano regolarmente i consumi? Molti comuni della provincia hanno usufruito dei generatori dell’Enel nello scorso mese di gennaio, ma, da una ricerca effettuata tra gli enti limitrofi, risulta che, al momento, solo il Comune di Civitella del Tronto ha pagato il rifornimento dei gruppi elettrogeni di Enel.



LE VARIANTI                              

Ma Tucci segnala anche che per l’amministrazione l’adozione delle varianti in corso d’opera sembra diventata una consuetudine: «ne è un esempio il nuovo polo scolastico del capoluogo, dove 116.374,62 Euro, risparmiati inizialmente grazie al ribasso d’asta, sono stati poi completamente spesi con una variante. Si giustifica l’aggravio di spesa con l’aggiunta di opere come: muratura di tamponamento più spessa per migliorare le prestazioni termiche, modifica manto impermeabile, ridefinizione dell’impianto termico con pompa di calore e ridefinizione impianto di aria primaria. Tutto questo non era prevedibile?»

Un’altra variante è stata adottata nei lavori di realizzazione dell’asilo nido di Villa Lempa con la quale si stabiliva l’installazione di scossalina metallica a coronamento dell’edificio e uso di pannelli solari di ultima generazione: «non erano spese prevedibili in fase progettuale?», continua il consigliere.


 

I LAVORI DI MANUTENZIONE

Tucci segnala anche un’altra anomalia: «il Comune di Civitella del Tronto affida, con regolarità e da diversi anni, quasi tutti i lavori relativi alla manutenzione degli impianti idro-termo-sanitari presso gli edifici comunali e scolastici sempre alla stessa ditta».

Il consigliere ha fatto due calcoli: sono arrivati alla stessa persona circa 30 mila euro: «Perché questa Amministrazione non favorisce la partecipazione e la concorrenza fra le imprese a vantaggio anche dell’economicità degli appalti?»

E tornando alla mancanza di trasparenza Tucci ricorda pure che ad agosto si è svolta una manifestazione presso la Fortezza di Civitella del Tronto denominata “Aperistreet”. Il consigliere comunale avrebbe voluto conoscere il numero dei partecipanti, la percentuale di incasso che sarebbe stata devoluta in beneficenza per le recenti calamità idrogeologiche e la modalità di attuazione di tale donazione, reclamizzata sui media e sul materiale pubblicitario.

E’ arrivato il diniego:  «quanto richiesto esula dall’ambito di applicazione della L. 241/1990, in quanto non relativo a “documenti” amministrativi formati e/o stabilmente detenuti da questa Amministrazione».