IL DIBATTITO

Nuovo Stadio Pescara: «la giusta localizzazione è allo scalo merci»

La proposta della consigliera del M5S Erika Alessandrini

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Nuovo Stadio Pescara: «la giusta localizzazione è allo scalo merci»

PESCARA. Tiene banco ormai da giorni la discussione intorno alla localizzazione del nuovo stadio.

Secondo il progetto presentato qualche giorno fa da Pescara Calcio e Proger l’impianto dovrebbe sorgere nella zona della pineta, tra via Pantini, la Circonvallazione e strada della Bonifica.

Un’area di 130 mila metri quadrati che una quindicina di anni fa era stata pensata per ospitare la Cittadella dello Sport.

Ma quella soluzione non piace al Consiglio del Dipartimento di Architettura di Pescara che ne ha discusso lungamente qualche giorno fa e ha approvato all’unanimità un documento nel quale si contesta la localizzazione dell’impianto e si ammette che sarebbe stata cosa gradita discutere di scenari progettuali alternativi, anche su altre aree, «quando le decisioni erano ancora da prendere e non ora come strumento di acquisizione del consenso».

E mentre il sindaco di Spoltore si è detto pronto a partecipare al brain storming per trovare la giusta localizzazione la consigliera comunale del Movimento 5 Stelle, Erika Alessandrini, con la cartina di Pescara in una mano ed il Piano Regolatore nell'altra, ha individuato un sito che potrebbe essere idoneo: lo scalo merci.

 

«Lo scalo merci», analizza Alessandrini, «ha una dimensione di oltre 5 ettari costituiti da un'immensa spianata di cemento circondata da un muro che lo rende inaccessibile, è un contenitore esistente in fase di dismissione, è adiacente alla linea ferroviaria ed alla linea della filovia, che secondo il Piano regolatore vigente deve passare proprio in via Misticoni, in aderenza al rilevato ferroviario, ed infine si trova a margine di quegli assi viari, la strada pendolo e la pedecollinare, che nel documento strategico già fatto approvare al Consiglio comunale proprio dall'assessore Civitarese, dovrebbero costituire gli assi viari cittadini di attraversamento nord-sud della nostra città.

Gli svantaggi legati al traffico veicolare indotto dal nuovo Stadio sarebbero decisamente ridotti proprio per la presenza dell'asse ferroviario e della futura filovia; i parcheggi pertinenziali dello stadio, ricavati all'interno del rilevato ferroviario, rappresenterebbero un nuovo e tanto atteso parcheggio attestato a sud della città, l'eventuale presenza di nuove attività commerciali rivitalizzerebbe un'area della città il cui declino è ogni giorno più evidente. Un'area completamente impermeabilizzata e "rubata" alla città, potrebbe essere finalmente restituita ai pescaresi ed attrezzata a parco e servizi e, da ultimo, ma non per importanza, l'area di cui sto parlando è un'area pubblica (di proprietà di RFI) e non di privati costruttori locali cui, al contrario dell'attuale proposta, non dovremo quindi concedere indici e cubature per realizzare nuova edilizia residenziale a compensazione del valore dei terreni ceduti alla Pescara Calcio.

Nel caso dello Scalo merci i benefici dovuti al probabile risparmio nel pagamento dei terreni porterebbero quei soldi nelle tasche dei pescaresi in termini di servizi e decoro cittadino e non, come purtroppo accaduto fin troppo spesso, nelle mani dei privati cementificatori. Tutto questo, sempre nella considerazione di un riuso per l'atletica e gli sport sociali del vecchio stadio Adriatico, che deve diventare un valore aggiunto nell'offerta sportiva della città e non di certo un contenitore in abbandono.

Sarò lieta di confrontare e verificare questa mia ipotesi con le altre che spero emergeranno. Il dialogo tra persone ragionevoli ha sempre portato buoni frutti.

Ed il frutto migliore, per un amministratore, è rappresentato da una città vivibile, viva e con un patrimonio naturale da salvaguardare e valorizzare e, possibilmente, ampliare».