INCONGRUENZE

«L’Abruzzo cade a pezzi ma i fondi strutturali europei tornano indietro»

La notizia diffusa dall’europarlamentare Daniela Aiuto (M5s)  

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FONDI EUROPEI, REGIONE EUROPA


ABRUZZO. Ancora una volta i fondi strutturali dati in gestione dalla Commissione europea alla Regione Abruzzo tornano indietro. L’Unione europea ha scritto che il rapporto finale e la dichiarazione di chiusura del Por-Fesr 2007-2013 della Regione Abruzzo «non possono ancora essere accettati».

Occorrono modifiche e chiarimenti da parte dell’autorità di gestione, scrive Rudolf Niessler della direzione generale della politica regionale e urbana della Commissione europea.

«Oltre 300 milioni di euro rischiano di tornare al mittente per problemi di rendicontazione (ahimè...per molti una “parolaccia”...), idem per il poco già preso», scrive in una nota l’europarlamentare abruzzese Daniela Aiuto (M5s).

Poco o nulla è invece stato fatto dalla Regione Abruzzo in relazione al nuovo POR, quello attuale iniziato nel 2014 e che si concluderà nel 2020.

«Zero (sottolineo, Zero) euro allocati ad oggi e poche centinaia, sui milioni a disposizione», continua Aiuto, «hanno trovato destinazione con un bando di gara. Di questo passo è facilmente prevedibile una ennesima debacle per il nostro territorio. E il tutto per le evidenti incompetenze di chi siede in Regione e dovrebbe avere come primo punto in agenda quello di trovare ogni maniera possibile per riuscire ad ottenere e far fruttare a vantaggio dei propri cittadini quei benedetti Fondi; intere aree della Regione Abruzzo sono abbandonate da diversi anni (leggasi Alto Vastese), la programmazione per il ripristino delle infrastrutture dissestate non trova compimento, ma gli incompetenti siamo noi. Sono anni che giro la Regione organizzando convegni informativi sui fondi europei ed in nessuna occasione, o in rarissime, gli Amministratori, i sindaci, o qualche dirigente, hanno preso parte, pur invitati».


«Forse credono di non aver bisogno di queste informazioni», aggiunge Aiuto, «forse non riescono a digerire il fatto che a dargliele sia un esponente di una parte politica che non è la loro, forse antepongono i loro interessi a quelli dei cittadini che amministrano.  Lo sanno che l'unica maniera per finanziare le infrastrutture sono proprio i fondi strutturali (ossia quelli europei indiretti gestiti dalle Regioni) e che invece la commissione europea con il CEF ( Connecting Europe Facility) finanzia esclusivamente le grandi opere con un valore aggiunto europeo e chiaramente in esso non rientrano le nostre infrastrutture locali? Lo sanno che con i soldi che la Regione Abruzzo manderà indietro per manifesta incapacità, altre aree di altri Stati membri realizzeranno le loro infrastrutture (leggasi Italians Highways in Irlanda)?»