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Celano, la rivoluzione urbanistica che non piace: «dubbia legittimità»

Dura contestazione della minoranza sulle varianti approvate in “urgenza”

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Celano, la rivoluzione urbanistica che non piace: «dubbia legittimità»

Celano (Foto: Franco Persia)

CELANO. Sembrano tutti d’accordo sul fatto che sicuramente Celano necessita di una “rivoluzione urbanistica”, e non solo del centro storico, vista l’assenza di interventi strutturali negli ultimi dieci anni.

Ma una rivoluzione di rilevante portata, come quella proposta dal consigliere Filippo Piccone, -secondo l’opposizione- dovrebbe essere il risultato di «una approfondita discussione che coinvolga, in modo serio e concreto, la collettività celanese, a partire dall’intero Consiglio Comunale».

A Celano, invece, raccontano i consiglieri di minoranza Celano Città Evelina Torrelli e Marianna Cantelmi, c’è stata la presentazione, in pompa magna, durante il periodo estivo (21 agosto), di «mere “immagini” riguardanti la nuova “idea” di alcune zone del centro cittadino, da parte di un Architetto milanese, con la promessa, da parte della maggioranza, che il futuro assetto sarebbe stato il frutto di un proficuo confronto con la città».

Il Consiglio Comunale si è ritrovato a dover deliberare, nel giro di poche ore, in relazione a progetti, che potrebbero cambiare completamente il volto della Città e che sono stati predisposti in  fretta e senza coinvolgere adeguatamente la cittadinanza anche con la “giustificazione” dell’urgenza di deliberare per poter accedere a contributi per la sola progettazione la cui richiesta era di imminente scadenza.



«La maggioranza, sulla scorta della sola “relazione” del consigliere Piccone», denunciano le consigliere, «ha approvato, come ovvio, i 3 interventi proposti: 1) l’allargamento di Corso Umberto e di Piazza Regina Margherita, con demolizione di un immobile e dell’ufficio postale; 2) la realizzazione di una variante stradale che dovrebbe collegare la Tiburtina con Ovindoli, attraversando decine e decine di terreni privati, il tutto per alleggerire il traffico in transito su Piazza IV novembre! 3) l’esproprio di diversi immobili privati siti nel centro storico, non ben identificati, per il loro riuso ad altri fini.  Con l’approvazione di questi progetti, la maggioranza in Consiglio Comunale, peraltro nonostante l’assenza giustificata del Sindaco Santilli, non ha dato il via ad una rivoluzione urbanistica, ma ha, di fatto, vincolato aree e proprietà private per realizzare interventi concepiti in poche ore, non condividendoli con la città, come promesso, e, soprattutto, senza informare preventivamente, come prevede la legge, i proprietari degli immobili espropriati interessati dalle opere».


Secondo la minoranza l’unico risultato certo di questa “urgente” azione della maggioranza, sarebbe  l’adozione di 3 varianti urbanistiche al piano regolatore e l’avvio di 3 procedimenti di esproprio.

La maggioranza ha inoltre inserito nel programma triennale per le opere pubbliche ( «peraltro in modo illegittimo», dicono Torelli e CAntelmi) anche i progetti relativi al palazzo comunale, all’edifico Don Minozzi, all’edifico scolastico di Piazza Aia ed al parcheggio interrato in Piazza IV Novembre.

«In pratica è stato già tutto deciso, sia formalmente, con gli atti adottati dal Consiglio, sia tecnicamente con i progetti redatti dagli uffici comunali».