CHIACCHIERE E CARTE

Dimenticanze nelle dichiarazioni patrimoniali: a Spoltore è caccia al consigliere 'smemorato'

PrimaDaNoi.it ha fatto verifiche incrociate ed ha scoperto chi è

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Spoltore, ecco le nuove aliquote per le tasse comunali

Stefano Sebastiani

 

SPOLTORE. Quanto può durare un ‘segreto’ in un paese di 20 mila abitanti? A Spoltore ben 4 anni, poi con la campagna elettorale qualcosa si è mosso e le carte sono uscite fuori.

Dal confronto emerge che c’è qualcosa che non va: una omissione, inserita in un documento ufficiale.

Eppure la trasparenza dovrebbe essere il cardine per ogni amministratore pubblico.

In questo caso la piccola mancanza riguarda le dichiarazioni patrimoniali che ogni consigliere comunale deve produrre e non dovrebbero contenere errori o dimenticanze.

La prima pietra è stata lanciata dalla consigliera di Forza Italia, aspirante sindaco, Marina Febo, che nell’ultimo consiglio comunale ha denunciato la presenza nelle liste elettorali di «un consigliere uscente» che non avrebbe fatto delle giuste dichiarazioni, in questi anni, in merito al reddito patrimoniale. Da quel giorno si è scatenata una vera e propria caccia con l’unico probabile indizio che si trattasse di un consigliere del centrosinistra...

Nessun nome da parte di Febo che evidentemente senza carte in mano non si è potuta sbilanciare oltre ‘il si dice’.

Poi il caso è stato rilanciato nelle ultime ore anche su Facebook da "Spoltore Amica" (una lista a sostegno di Febo) che ha pubblicato l'estratto del video della consigliera che ha chiesto il ritiro di queste persone «perché sarebbero comportamenti troppo gravi rispetto alla cittadinanza e rispetto all'amministrazione».

 

Ma chi è?

Da verifiche incrociate fatte da PrimaDaNoi.it è emerso che un candidato-consigliere uscente che non ha dichiarato tutto il dichiarabile in effetti c’è: Stefano Sebastiani, classe 1971, titolare della farmacia Sebastiani in via Italia a Spoltore.

A pochi passi dal suo quartier generale, infatti, c’è la sede legale di una società, la Maste Farmaceutici srl, società di produzione e commercializzazione di prodotti dietetici, farmaceutici e sanitari (come integratori regolarmente in vendita nelle farmacie, capsule, tavolette dietetiche, detergenti intimi),  di cui il consigliere uscente è amministratore unico. E non da ieri ma dal 2004, cioè dalla sua creazione.

La sede inizialmente si trovava a Pescara poi nel 2007 è stata spostata a 500 metri dalla farmacia di famiglia, sede decisamente più comoda.

La società (10 mila euro di capitale sociale) ha un solo addetto e risulta attiva dal 31/01/2005 e ha regolarmente presentato bilanci fino al 2014.

Proprietaria la moglie del consigliere comunale, Roberta Giancola, al 100%, che dal 19 aprile scorso risulta anche socio unico della società. Un passaggio di quote dunque recentissimo e giunto dopo molto tempo.

In quella occasione Sebastiani ha deciso di donare il 50% delle sue quote (5mila euro di cui 1250 versati) alla moglie Giancola dopo averle acquistate nel 2006 da Annamaria Catena.

Sebastiani, però, nelle sue dichiarazioni patrimoniali ha sempre omesso di scrivere della sua carica di amministratore unico e delle quote societarie della Maste.

 

Nella dichiarazione del 2013 relativa all’anno fiscale del 2012 non scrisse neanche di  essere titolare dall’anno prima della farmacia di via Italia ma ha recuperato poi l’anno successivo.

C’è traccia di un’altra società, il Podere del Vento srl, società di produzione, commercializzazione di prodotti agricoli e vino di cui è amministratore e detiene il 50% delle quote. Di questa società scrive tutto e certifica di essere amministratore unico.

Dimenticanze che per tutti questi anni nessuno ha notato e che invece ora a ridosso del voto (è nuovamente candidato) hanno probabilmente un valore aggiunto anche perchè Sebastian alle scorse elezioni ha preso più voti all’interno del Pd (il terzo più votato con 234 preferenze) ma non si è distinto per le sue iniziative politiche o per i suoi interventi in consiglio.

Abbiamo tentato più volte di contattare Sebastiani senza riuscirci per condividere il risultato delle nostre ricerche e chiedergli se fosse a conoscenza di questi dettagli.



 

E SEBASTIANI SCOPRE DI ESSERE AMMINISTRATORE…

 «No, ha ragione lei: sono ancora amministratore della società: me lo ha confermato il mio commercialista».

Alla seconda telefonata Stefano Sebastiani conferma totalmente le informazioni pubblicate da PrimaDaNoi.it (e del resto contenute nelle carte…)

Nella prima conversazione aveva confermato tutto ma si diceva convinto di non essere più amministratore e questo perchè «mi sono completamente disinteressato di questa società; per me non aveva importanza anche perchè non produce reddito. Si era deciso di farla morire poi le cose sono andate per le lunghe io non ci ho pensato più».


Ma lei è amministratore dal 2004 si è dimenticato più di una volta…

«Si è vero, è colpa mia… che devo dire  è vero, ho sbagliato ma non ci davo peso e per me era una cosa morta e sepolta da tempo, più di 5 anni. Anche il magazzino è stato venduto non c’è più nulla.  E poi credevo che non producendo reddito non fosse importante dichiarare»


In realtà la dichiarazione pubblica è chiara e domanda se è proprietario di quote e se riveste ruoli in società a prescindere dal reddito.

La società inoltre risulta attiva e poi ci sono ancora prodotti in vendita su piattaforme on line: prodotti dalla lunga scadenza…?

«No non credo»

Sì è così può controllare anche lei…

Ad ogni modo se tutto per lei era chiuso perchè appena un mese fa dona le quote a sua moglie?

«Sì perchè volevo togliermi questa cosa e così sarà lei ad andare dal commercialista e a firmare le pratiche per chiudere la società».

 

Capisce che la circostanza è rilevante perchè lei è stato un consigliere comunale ed è candidato nuovamente?

«Che devo fare? Ormai il danno l’ho fatto. Ho sbagliato».