IN COMUNE

Finito lo strazio, triplice fischio dell’arbitro Brucchi: tutti a casa

Firmate le dimissioni del sindaco di Teramo

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Maurizio Brucchi

Maurizio Brucchi

TERAMO. «Dopo una lunga e sofferta riflessione, in considerazione della situazione politica che si è venuta a creare all’interno dalla coalizione di centro destra al Comune di  Teramo, questa mattina ho rassegnato a  Sua Eccellenza il  Prefetto di Teramo e al Presidente del Consiglio Comunale le mie dimissioni da Sindaco».

Con queste parole il futuro ex sindaco di Teramo Maurizio Brucchi ha deciso di terminare un percorso irto di ostacoli che ha frenato fino a rallentare eccessivamente la politica cittadina.

Nei giorni scorsi gli attacchi volti alla chiusura anticipata del mandato erano stati di particolare rilievo e solo gli ultimi da almeno due anni a questa parte.

«La dedizione e l’amore verso la mia Città ritengo di averla dimostrata in 17 anni di amministrazione», adetto Brucchi, «la costanza, la coerenza,  l’onestà e il grande lavoro hanno caratterizzato il mio essere Consigliere Comunale, Assessore ed infine Sindaco. Ringrazio prima di tutto la mia famiglia,  i miei concittadini, la coalizione che mi ha sostenuto,  il movimento  di  Forza Italia ed  in particolare il Presidente Silvio Berlusconi i cui valori hanno ispirato la mia azione politica. Non ultimo ringrazio  l’intero Consiglio Comunale e tutte quelle persone che hanno lavorato al mio fianco in tutti questi anni. Lascio con profondo dispiacere e rammarico in un momento in cui la Città avrebbe bisogno di una guida per portare avanti le difficili sfide del post sisma,  ma consapevole di aver dato tutto me stesso per la mia amata Teramo».


Le sorti del Comune specie negli ultimi tempi erano in mano a tre consiglieri di centrodestra fuoriusciti dalla maggioranza, in disaccordo con la decisione del sindaco di allargare la giunta a 9 assessori.

Prime avvisaglie già due settimana fa, quando non si sono presentati in aula i consiglieri Mimmo Sbraccia, Vincenzo Falasca e Alfredo Caccioni in aperto contrasto con le decisioni assunte dai leader dei gruppi consiliari Paolo Gatti, Paolo Tancredi e dal sindaco Brucchi. Una settimana fa lo stesso sindaco Brucchi aveva avvertito: «se ci sono le condizioni si prosegue, altrimenti tutti a casa».

La situazione è peggiorata in vista dell’ultimo consiglio in programma ieri. Oggi l’addio che dovrà essere confermato per i prossimi 15 giorni, periodo entro il quale potrebbe il primo cittadino ritirare le dimissioni annunciate stamane.

LE REAZIONI

Sono numerose le reazioni politiche alle dimissioni del sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi, a cui sono venuti meno i numeri della maggioranza di governo. Paolo Gatti, vicepresidente del Consiglio regionale, che di questo esecutivo rappresenta, con la lista Futuro In, la maggioranza relativa con quattro assessori, dice di "non comprendere invece come si possa ritenere che un commissariamento lungo, di 450 giorni, possa essere utile alla città".

"Sono molto sorpreso dall'eventualità che la maggior parte dei consiglieri possano lasciare che la città sprofondi in una situazione patologica di tale natura. Temo che si assumeranno, nel caso, una grave responsabilità, e che potrà essere un grande danno per la nostra città". Giandonato Morra, coordinatore regionale di Fratelli d'Italia, che è fuori dalla maggioranza in consiglio comunale, giudica le dimissioni "un atto di responsabilità a cui - dice l'ex assessore regionale ai Trasporti - spero ne consegua atto di forza ed autonomia". Per Morra il futuro di questa amministrazione cittadina e l'impegno dei prossimi 20 giorni di Brucchi deve essere impostato "sulla diminuzione del numero degli assessori per una giunta mista di tecnici e politici".

Sul fronte delle opposizioni, il capogruppo regionale del Pd, Sandro Mariani, non commenta le dimissioni "perchè l'unico mio impegno è quello di continuare a lavorare per garantire al capoluogo un'alternativa concreta ad un'amministrazione che in tre anni ha avuto, come principale occupazione, la ricerca continua di pesi e contrappesi per garantirsi la sopravvivenza politica e amministrativa". Sulla stessa lunghezza d'onda il capogruppo consiliare del Pd, Gianguido D'Alberto, per il quale, "si tratta di una sconfitta che segna il fallimento non solo di Brucchi ma soprattutto di tutti i leader del centrodestra teramano che, in una situazione di crisi, si sono preoccupati fino all'ultimo solo di gestire potere e poltrone, conducendo con arroganza la città verso il commissariamento".