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Consorzio sviluppo industriale, a Gianni Teodoro la poltrona della pace

FI: «assist per Alessandrini». Nei mesi scorsi nominato anche Camillo D’Angelo

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Processo Teodoro vs Sabatini: ascoltati i testimoni del Pd

Gianni Teodoro

ABRUZZO. Prima o poi ritornano: un posto lo si trova sempre. Per loro.

Dopo Camillo D’Angelo, ex vice sindaco al Comune di Pescara all’epoca del sindaco Luciano D’Alfonso e sindaco facente funzione ai tempi del “malato ingravescente”, arriva al Consorzio per lo sviluppo industriale dell’Area Chieti e Pescara, in liquidazione, anche un’altra vecchia conoscenza del Consiglio comunale della città adriatica.

Si tratta di Gianni Teodoro, 53 anni, politico di lungo corso (a volte a destra a volte a sinistra, sempre ago della bilancia) e padre di Veronica, appena 19 anni quando venne nominata assessore della giunta Alessandrini (poi scaricata).

Da qualche anno il buon Gianni, già consigliere comunale, provinciale, e assessore all’epoca del sindaco Mascia (Pdl) è ufficialmente fuori dalla politica di prima linea, dopo essersi candidato con D’Alfonso alle regionali nella lista Regione Facile (2.200 voti).

Ora per lui una chiamata, arrivata il giorno prima di San Valentino, proprio dalla giunta regionale. Nella delibera non si chiarisce come sia stato scelto ma si stabilisce che il suo compenso sarà pari al 50% di un assessore provinciale (intorno dunque ai 1.500 euro).

La nomina di Teodoro, designato nel Collegio dei liquidatori, è arrivata senza dubbio in un momento delicato degli equilibri politici del centrosinistra Comune-Regione da sempre  legati a doppio. In Comune la giunta Alessandrini può contare sì sul sostegno della lista Teodoro ‘Scegli Pescara’ (il fratello Piernicola siede in Consiglio, così come il collega Massimiliano Pignoli) anche dopo la fuoriuscita di Veronica ma i rapporti non sono proprio idilliaci  e c’è sempre il pericolo di un voto magari disallineato col PD e allineato con la propria coscienza.

Uno strappo improvviso dopo due anni di amore e concordia poi lo sgarbo alla giovane Veronica deve aver colpito anche l’orgoglio di famiglia e sono cominciate le critiche.

Ne è stata data ampia prova nel consiglio comunale, poco prima di Natale, durante il quale Piernicola Teodoro ha garantito la permanenza nella maggioranza ma non ha trattenuto le critiche nei confronti di Alessandrini, definito  un sindaco inadeguato per il ruolo che svolge. Lo stesso ha anche criticato senza pietà l’opera della maggioranza, colpevole di aver abbandonato la città («bisognava agire con impegno e un po’ più di cura») e tirato fuori anche il caos della balneazione («gestita in modo approssimativo e confuso») e  il conseguente avviso di garanzia per sindaco e vice («noi non vi abbiamo chiesto le dimissioni perché siamo garantisti tutti i giorni, non come voi»).


La richiesta avanzata del centrodestra di firmare le dimissioni e tornare tutti a casa non è stata però mai presa seriamente in considerazione.



Teodoro e Alessandrini



LA POLTRONA DELLA PACE

Sarà, ma per Forza Italia la nomina di Gianni Teodoro al Consorzio viene vista come una scelta «esclusivamente di natura politica nel tentativo di fornire un assist utile al Sindaco Alessandrini, impegnato a mantenere gli equilibri in Comune impegnato nella chiusura del Bilancio».

Il tutto avviene in una situazione generale di caos per il consorzio dove si è messo mano per ben 5 volte in trenta mesi  al Collegio dei liquidatori.

Intanto come ha spiegato Mauro Febbo continuano a cadere nel vuoto le convocazioni a Tommaso Di Rino (Direttore Dipartimento Sviluppo Economico, Politiche del Lavoro, dell'Istruzione, della Ricerca e dell'Università): «a lui vorremmo chiedere lumi sulla Delibera di Giunta n. 945 del 30 dicembre 2016 che ha disposto il rinnovo del Collegio liquidatori».

Una Delibera – fanno notare Febbo e il collega Lorenzo Sospiri – “illegittima” perché nomina 2 membri anziché 3 come previsto dalle disposizioni normative e statutarie. Ma il dirigente della Regione, convocato per ben due volte, ha comunicato altrettante volte di essere impossibilitato a partecipare sia alla seduta della Commissione di Vigilanza dell’8 febbraio sia a quella in programma il prossimo del 22 febbraio.

«Un comportamento assolutamente inconcepibile e inammissibile», contesta Febbo, «che si discosta totalmente da quel principio di trasparenza che il presidente ha sempre posto, solo a chiacchiere, al primo posto della sua azione politica. Purtroppo in quasi 3 anni si è smentito ripetutamente».  

Nel frattempo dopo l’intervento della Commissione di Vigilanza, la Giunta Regionale  ha approvato un nuovo provvedimento (Delibera n. 63 del 13 febbraio 2017, ma pubblicato solo ieri) con il quale il Collegio dei Liquidatori  è stato portato, come prescrivono le norme, a 3 membri.






CAMILLO D’ANGELO, IL REGGENTE

Ma ciò che grida vendetta, secondo Forza Italia, è proprio la nomina di Teodoro  che tra l’altro è in buona compagnia poiché oltre a Nicola D’Ippolito nel Collegio dei liquidatori figura anche Camillo D’Angelo, ex vice sindaco del Comune di Pescara con Luciano D’Alfonso Sindaco.

A D’Angelo  è stato affidato il ruolo di presidente e legale rappresentante del Consorzio sviluppo industriale  (con uno stipendio che dovrebbe aggirarsi intorno ai 2 mila euro lordi al mese) ma nella delibera di incarico non si precisa come e perché sia stato scelto proprio lui.

Anche lui, però, è stato scelto da D’Alfonso, ovvero da colui che nel 2009 dopo l’arresto e la scarcerazione ritirò le dimissioni da sindaco ma non tornò in Comune a causa della sua  malattia «ingravescente» certificata dal medico-consigliere comunale, una patologia che per definizione andava aggravandosi ed una diagnosi che lo stesso D’Alfonso ha dimostrato essere sbagliata.

L’amministrazione cittadina venne affidato all’allora vice sindaco, D’Angelo, scongiurando l’arrivo del commissario.

D’Angelo ha affiancato anche l’attuale sindaco Marco Alessandrini, con un incarico nello staff, posto poi abbandonato a settembre 2014 «per problemi di salute» per fortuna poi superati. Anche in quel caso erano infuriate le polemiche per un compenso che non avrebbe potuto percepire in quanto pensionato...

«La cosa più sconcertante è questo modo di gestire il Consorzio Industriale utile solo per dare incarichi ad amici e compagni di partito mentre non si affrontano i problemi seri», vanno avanti Febbo e Sospiri. «Ci sono decine e decine di famiglie che attendono da quasi 40 anni di veder risolta la situazione del mancato pagamento degli espropri attuati in occasione della costruzione dell’Asse attrezzato e le poche aziende rimaste aperte lamentano la gestione dei servizi a cominciare dallo scandaloso stato di usura del manto stradale di Via Piaggio, altro che Aleppo».




CAMBI CONTINUI

Sul capitolo nomine il quadro viene definito dagli esponenti di Forza Italia come «agghiacciante» se si scorre la lista dei provvedimenti, ben 5 fino a oggi, con i quali si è provveduto a individuare i componenti del Collegio liquidatori.

«La Giunta D’Alfonso è partita con grandi e roboanti ambizioni e nomi altisonanti con l’idea di fare grandi cose, ma solo a chiacchiere, per poi tornare alla gestione del solito “carrozzone”»; sottolinea Febbo.

La prima Delibera risale al 27/12/2014 quando furono nominati al Consorzio Gabriele Gravina (imprenditore e presidente della Lega calcio), quale presidente e legale rappresentante, Tommaso Di Biase e Valerio Ruggeri.

Poi a maggio 2015, dopo le dimissioni di Gravina, si passò ad Antonio Sutti (presidente e legale rappresentante), confermando Di Biase e Ruggieri.

A dicembre dello stesso anno viene approvata la delibera di giunta n.1074 che designa ancora Sutti, e i nuovi Nicola D’Ippolito (vice presidente) e Antonio Innaurato.

Con la delibera di giunta n.945/2016 i membri del collegio diventano misteriosamente 2, D’Angelo e D’Ippolito, fino all’ultimo atto, che risale al 13 febbraio scorso, quando viene aggiunto Teodoro.


Poco chiari i criteri tecnici di scelta, più quelli politici.